Referendum Trivelle: perché andare a votare

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Il referendum sulle trivellazioni è ormai una alle porte: il prossimo 17 aprile si vota, dopo un fiume di polemiche che ha accompagnato le ultime settimane di dibattito. Da quando poi il premier Renzi si è schierato a favore dell’astensionismo, c’è stato molto di cui parlare.
È legittimo che il capo di uno Stato democratico spinga i propri cittadini a non adempiere a uno dei doveri più importanti che regolano una società libera, quello di partecipare ad una votazione? Che Renzi possa essere dalla parte del no non crea problemi e a dirla tutta non stupisce. Il nodo da sciogliere qui riguarda il fatto che il buon Matteo sembri aver dimenticato il ruolo che ricopre. Presidente del Consiglio, sì, ma ovviamente anche incanalatore di opinioni. Dire ad un popolo, già non particolarmente avvezzo alla partecipazione civica, di non andare a votare equivale ad un suicidio democratico.
Ecco perché il 17 aprile bisogna andare in massa alle urne. Indipendentemente da cosa si voti, sì o no, qui c’è in gioco il fondamento stesso della nostra libertà di popolo che sceglie come e cosa debba cambiare nel nostro Paese. Accogliere il consiglio di Renzi significa mostrarsi ancora una volta come la solita Italia che la domenica preferisce andare a fare un bel barbecue al parco piuttosto che prendersi la briga di andare a votare.
Ma non c’è da preoccuparsi: non troverete file per esprimere la vostra. Quindi prendete 10 minuti del vostro tempo e fate quello per cui siete chiamati una volta ogni tanto: votate, votate, votate. Matteo se ne farà una ragione.

di Angelica Basile

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