Hofer sconfitto in Austria. Anche l’Italia può tirare “un sospiro di sollievo”

Fois

Moltissimi politici, dal Partito democratico ad Ala passando per Sinistra italiana e Ncd, hanno tirato di un «sospiro di sollievo». Il risultato elettorale austriaco non lascia indifferente il nostro Paese, tutt’altro. D’altronde il rischio corso è stato grosso: per la prima volta dal secondo dopoguerra un governo europeo ha seriamente temuto per l’insediamento di un leader di estrema destra, con tutto quello che ne consegue. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, asciugandosi la fronte,  ha sottolineato l’importanza di stabilire un rapporto di collaborazione «per il bene comune dei nostri due Paesi e del nostro continente», nel segno del «comune disegno europeo».

Per il leader della Lega Matteo Salvini, invece, il risultato alle urne in Austria non è altro che la dimostrazione che «nove giornalisti su dieci sono servi» perché parlano di un «voto, della metà del Popolo Austriaco, per una estrema destra xenofoba, populista, razzista e ultra-nazionalista».

«Un abbraccio agli amici del Partito della Libertà austriaco, alleato storico della Lega, sconfitto – sottolinea il leader della Lega su Facebook- per una manciata di voti, arrivati per posta… da un’ammucchiata di socialisti, democristiani, verdi e compagni». Secondo Salvini, le preferenze conquistate da Hofer dimostrano che in Germania, Austria, Francia, Polonia, Ungheria, Finlandia, Gran Bretagna e Italia «soffia aria di libertà, la gente vuole più lavoro e meno immigrazione, più diritti e meno euro-burocrati».

Parole che scatenano la reazione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, secondo cui i dati delle elezioni in Austria significano che «anche qui li fermeremo, anche se spero in condizioni meno disperate che in Austria, se riusciremo a stabilire una grande unità nel centrosinistra».

di Giovanni Antonio Fois

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