Il fruscio dei soldi

imageDicono che il denaro non faccia rumore, che non abbia odore, che sfogliando le mazzette da cento l’unico rumore sia il respiro. Non è così. I soldi fanno rumore. Contando le mazzette si sente il fruscio. Un suono ben definito. Lo hanno registrato le microspie, il fruscio delle banca note che il deputato Marotta contava avidamente una dopo l’altra.
Un intreccio di tangenti che lega politici,funzionari e imprenditori per spartirsi gli appalti dei ministeri. Arrestate più di venti persone nell’ambito di una inchiesta che coinvolge cinquanta indagati, tra cui il deputato Antonio Marotta e il segretario nazionale della nuova Dc Giuseppe Pizza.
Il fruscio delle banca note è la colonna sonora del malaffare e della corruzione fuori e dentro il governo. nella stessa registrazione c’è un altro rumore, lo sciacquone di un gabinetto. Vecchi sistemi per vecchi metodi, ma ancora molto in voga tra corruttori, corrotti e politici. Il controllo degli appalti negli enti pubblici passa per il sistema delle busta elle, delle mazzette, pagate in contanti e contate sul posto.
Il potere di Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe, di Antonio Marotta e dei loro sodali, nasce dalla capacità di influire sulle nomine ai vertici di ministeri dell’Istruzione, della Giustizia, delle Poste, dell’INPS, dellInail.
Antonio Marotta in passato ha presieduto la commissione del CSM che decideva i capi delle procure e dei tribunali, vantandosi di saper pilotare l’esito delle indagini. Nelle intercettazioni ci sono anche generali della finanza e colonnelli dei carabinieri che si rivolgono a loro per ottenere trasferimenti e promozioni. La lottizzazione ormai è dentro gli apparati di sicurezza, nel cuore dello Stato.
È l’esenzione della questione morale denunciata da Enrico Berlinguer in una intervista a Eugenio Scalfari il 28 luglio 1981, esatta ente 35 anni fa: “I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali”.
I partiti si sono dissolti ma il sistema resta vivo, gestito da un’orda famelica di Ge taglia che mescola imprenditoria, politica e finanza. Con un solo scopo, arricchirsi con gli appalti degli enti locali. Un unico grande disegno strategico che coinvolge gli apparati dello Stato e gli organismi di controllo. Solo in pochi ne sono immuni, mentre in tanti ci banchettano, puntano al tornaconto personale dei loro famigli, fratelli e mogli, e alla manipolazione degli appalti.
I fratelli Pizza e l’onorevole Marotta hanno attraversato tutte le sigle della diaspora democristiana fino ad arrivare alla formazione di Angelino Alfano, ministro degli Interni e capo del Ncd. Adeguandosi ai tempi si occupano di Call Center e sistemi informatici che creano precariato sottopagato e offrono ricchi guadagni.
Questa Pizza Connecticut era in grado di manovrare appalti di centinaia di milioni di euro, pure nella Consip, la centrale d’acquisto creata per rendere più trasparenti e convenienti le forniture pubbliche. In questa modernità ci sono le mazzette vecchio stampo, poche migliaia di euro cash, biglietti che vengono contati in tempo reale, nel gabinetto, due volte, per paura di essere fregati.
Il fruscio dei soldi questa volta si è sentito e il rumore ancora risuona nelle stanze del potere.

di Claudio Caldarelli

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