N’drangheta:appalti ai clan a Reggio Calabria

imageReggio Calabria, i boss della N’drangheta e le logge gestivano gli appalti pubblici sull’acqua. Dieci arresti, in manette anche l’ex senatore di An Domenico Kappler. Gare milionarie in mano al “comitato” guidato da un dipendente comunale fedele ai clan.
Un comitato d’affari che non ha mai smesso di determinare le sorti di Reggio Calabria, futura città metropolitana. Il burattinaio è sempre lui, Paolo Romeo, ex parlamentare del Psdi già condannato per concorso esterno con la N’drangheta e arrestato poche settimane fa nell’ambito dell’inchiesta “Fata Morgana”. Suo sodale, nella gestione degli appalti, per la Dda di Reggio, è Marcello Camera, dal 2001 alto dirigente della burocrazia reggina, fermato dai carabinieri per concorso in associazione mafiosa, corruzione e truffa.
in questi giorni è scattata l’operazione “Reghion” altro tassello della Dda di Reggio per fare luce su quella che i magistrati definiscono l’associazione segreta composta da massoni, politici, imprenditori e n’dranghetisti. Sono finiti in carcere anche il fratello di Camera, Antonio Franco, il funzionario comunale Bruno Fortugno, gli imprenditori Mario e Alberto Scambia, Vincenzo e Domenico Barbieri, il numero uno in Italia di Accion Aqua, Luigi Patimo e il capo della Progin Sergio Lucianetti. Per il Procuratore capo Federico Cafiero de Raho, sono tutti parte o in rapporti con un sistema occulto che ha drogato gli appalti pubblici a Reggio Calabria e che a Eva in camera lingranaggio fondamentale.
Il procuratore e il sostituto Stefano Musolino, hanno sequestrato società per 42 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta l’appalto da 250 milioni di euro del comune di Reggio per il completamento e l’ottimizzazione del sistema di depurazione delle acque e la gestione delle risorse idriche. Un appalto vinto, grazie a Paolo Romeo e Marcello Camera, con un ribasso dello 0,1% dal raggruppamento tempora eo di imprese guidato dalla spagnola “Accion Agua Servicios S.L.”
Un ruolo di primo piano lo ha rivestito l’ex deputato di An Domenico Kappler, socio occulto dell’imprenditore Scambia, infatti è scritto nel decreto di fermo:”…ha avuto un ruolo di primo piano nel confezionare il prezzo di una delle corruzione di Marcello Camera sotto forma di incarico professionale Co ferito dalla società interamente di proprietà di Roma Capitale, denominata “Risorse per Roma”. Ripeterà lo stesso schema con il funzionario Bruno Fortugno “promettendo di assumere il figlio Giandomenico, all’interno di Acea Spa”.
Un sistema occulto di corruzione che legava insieme i poteri forti e quelli malavitosi n’dranghetisti di Reggio Calabria, venuto alla luce da un lavoro di inchiesta che dura da anni da parte della Procura, che ha iniziato a monitorare il territorio e gli uffici comunali, luoghi dove si esercita il potere reale che sfugge al controllo anche dei sindaci e degli assessori che non sono asserviti a tale sistema.

di Claudio Caldarelli

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