Marcello Torre, “Sindaco gentile” ucciso dalla camorra

Quattro mesi e quattro giorni. Tanto durò il mandato di sindaco di Pagani per Marcello Torre nel 1980, perchè l’11 dicembre fu assassinato dalla camorra. Ed è curioso osservare corsi e ricorsi storici. E’ cronaca di questi giorni, infatti, che una delle imprese chiamate a gestire il post-terremoto ad Amatrice sia indiziata di legami con organizzazioni criminali. Nel 1980 sempre di terremoto si trattava, ma quello in Irpinia. La sera del 23 novembre, Torre, ex-avvocato molto stimato in città, cresciuto in Azione Cattolica e poi una carriera politica in DC, era in prima fila per fornire i primi soccorsi agli sfollati. Ma più in generale, da primo cittadino si oppose alle infiltrazioni camorristiche nelle procedure di assegnazione degli appalti. La ricostruzione, del resto, faceva gola ai clan. Ma evidentemente lui aveva fiutato l’aria fin dall’inizio.

A maggio, infatti, allorchè accettò di candidarsi alla guida della città dov’era nato e cresciuto, scrisse una lettera alla sua famiglia in cui spiegava di aver intrapreso una “battaglia politica assai difficile” e di temere per la sua vita. Il “sindaco gentile” a Pagani era conosciuto e stimato. Fu anche presidente della Paganese Calcio, che nella stagione 1976-’77 sfiorò la promozione dalla Serie C1 alla B. L’unico neo era quell’etichetta infame che si portava dietro di “difensore dei clan”, poichè nella sua carriera di avvocato aveva difeso vari esponenti della camorra dell’Agro nocerino-sarnese, uno dei quali era Salvatore Serra, capo dell’omonimo clan che imperversava a Pagani.

Cinque giorni prima di essere ucciso si era anche dimesso per protestare contro un articolo che lo dipingeva come il sindaco della camorra. Le dimissioni però furono respinte. Per Torre, professione e carriera politica erano andate di pari passo fino al 1970. Seguì un decennio di stacco dalla politica in cui si dedicò solo all’attività forense, fino alla ridiscesa in campo alle elezioni comunali del giugno ’80. Il mandato però durerà poco. La mattina dell’11 dicembre, mentre sta uscendo da casa per andare in Comune, due killer affiancano la sua auto e gli sparano. Per l’omicidio verrà condannato all’ergastolo come mandante il boss Raffaele Cutolo – oggi detenuto a Parma – mentre come esecutore materiale sarà indicato Francesco Petrosino. A Torre è dedicato lo stadio comunale di Pagani. E sempre a Pagani è stato istituito il “Premio Marcello Torre”, riconoscimento nazionale assegnato a chi si distingue nell’impegno civile e nell’opera di denuncia della criminalità.

di Valerio Di Marco

 

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