Il treno degli amori

Il treno 802 parte tutti i giorni alle ore 7.18 dalla stazione di Civita Castellana. Arriva a Viterbo alle 8.08. E’ il treno degli Studenti liceali e universitari. Raccoglie lungo la campagna Studenti e studentesse. Stefania e Piero si sono incontrati sulla rimorchiata numero 71, quella con i sedili di legno. La ex terza classe del 1970. Il sessantotto aveva abolito la differenza di classe sui treni.

Stefania, aveva quindici anni e frequentava il primo liceo classico nella città dei Papi. Piero, diciotto anni,  il quarto ITIS. Sulla 71 i riscaldamenti avevano sempre funzionato male.

Quell’anno smisero di funzionare. ll freddo sui monti Cimini si fa Sentire. Ulula, fischia più della locomotiva. Le orecchie si ghiacciano, le mani si gelano e il respiro condensa.

Piero prese le mani di Stefania, in un gesto di affetto. Stefania impaurita si ritrasse. A quindici anni si è timidi e impauriti. Dopo diversi tentativi andati a vuoto Piero riuscì a scaldare le mani di Stefania. Mani che non lascerà per il resto della sua vita. Continuò a tenerle anche nel periodo estivo e dell’università. Ora hanno due figli vanno a scuola a Viterbo. Prendono l’802 alle 7.l 8 e scendono a Viterbo alle 8.08.

La 71 ha ancora i sedili di legno e il riscaldamento stenta a funzionare.

Dalla Stazione di Viterbo il treno 707 parte alle 13.40. Gli studenti di ritorno si accalcano sulle antine delle porte per scegliere il posto migliore e la ragazza più carina per sedergli vicino.

Massimo tentava da un mese di prendere il posto centrale, vicino al finestrino, a una ragazza di cui non conosceva il nome. Era rimasto colpito dalla sua erre moscia e da una borsa di pelle con gli angoli consumati. Di quelle che si usavano una volta.

Il primo giorno di primavera Massimo non andò a scuola e aspettò sulla banchina della stazione l’arrivo del treno. Salì per primo e prese il posto vicino al finestrino. Sul lato sinistro, quello da cui si vede la cattedrale di Bagnaia, la piazza di Vitorchiano ed i campi fioriti nelle vallate sottostanti.

Appena la vide le fece cenno di sedere, un po’ intimidito ed anche arrossito.

Cecilia, questo era il suo nome, gli diede la borsa facendogli un sorriso. Da quel giorno trovarono sempre posto non sempre vicino al finestrino, spesso sulla piattaforma dove ci si può baciare senza essere visti. Cecilia si è laureata e Massimo è infermiere. Di tanto in tanto viaggiano in piattaforma e si baciano senza essere visti.

Il tempio di Venere si trova nella valle del Treja sotto Civita Castellana. Si raggiunge a piedi scendendo un ripido Sentiero. Dalla stazione ci si impiegano quindici minuti. Quanto basta per dichiararsi amore tra i ruderi risalire e prendere il treno per tomate a casa.

di Antonella Virgilio

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