Lo Zen è il vostro cuore amorevole

Lo Zen porta a un’incredibile trasformazione, è una autentica alchimia: ti trasforma da metallo vile in oro. Ma il suo linguaggio deve essere compreso, non secondo la vostra mente raziocinante e intellettuale, ma con il vostro “cuore amorevole”. Oppure, anche nel semplice ascolto, senza preoccuparsi che qualcosa sia giusto o sbagliato: allora viene il momento in cui, all’improvviso, percepisci ciò che per tutta la vita ti è sfuggito. Percepisci l’amore amorevole, a volte urlato, turbato ma mai offeso. Percepisci il suo/tuo affanno e la luna trafitta da un giavellotto che urla il tuo urlo. Poi il vino rosso e le mani nelle mani. Lo Zen è il miracolo del vino nel vino.
Lo Zen non è tante cose e al tempo stesso, proprio grazie a questo suo non essere, lo Zen è qualcosa di sublime cui si può accedere con un balzo quantico, un vero e proprio salto di qualità, fuori da qualsiasi schema, allorchè ci si ritrova, per un verso o per l’altro, in un vicolo cieco. Lo Zen è una esperienza quotidiana fatta attimi che vivono l’attimo in totale assenza di ego ma in presenza del “se” consapevole. Una dimensione in cui è l’essenza ad apparire, a vivere, a essere semplicemente. Noi nutriamo la nostra mente di contenuti, di informazioni che ne sostengono la logica, consolidando così il potere e il suo dominio su di noi. Facciamo di tutto, e la mente con noi, pur di non vedere l’ovvio: la mente cerca di evitare ciò che è ovvio, ne rimane il più lontano possibile, così che l’ovvio non possa distruggerla. Penserà a Dio, non c’è niente di più lontano di Dio; penserà all’inferno e al paradiso, ma non si fermerà neanche un istante in silenzio per cercare di comprendere “chi sono io?” Un salto quantico ed entri nella tua essenza che illumina la risposta. Questo è il vero miracolo, proprio entrando nella tua essenza entri nel mistero stesso, nella poesia, nella musica e nella danza: sei il Dharma e Dharma è in te.
Non è terra desolata, è di un verde rigoglioso, è piena di profumi, di rose e di luna con il cuore, una bellezza incomparabile, una verità che è la più alta esperienza possibile per la consapevolezza. Ma tutto è estremamente ovvio. Talmente ovvio che la mente ne ha paura e fugge, trascinandoti in un inferno senza sorriso e senza bellezza. Stiamo cercando in ogni modo di liberarci dalla mente per poter vedere l’ovvio che la mente evita. Zen è quando cammini, Zen è quando respiri, Zen è quando ti arriva una poesia alle cinque del mattino o quando ti giunge la luna con un cuore prima di andare a dormire.
“Miei amati, vorrei presentarvi una nuova meditazione, suddivisa in tre parti. La prima è il Gibberish. La parola deriva da un mistico Sufi, Jabbar che non utilizzo mai alcuna lingua, si limitò a dire assurdità, usando parole senza significato. Eppure ebbe migliaia di discepoli, infatti diceva loro: la tua mente non è altro che Gibberish, un borbottio incomprensibile. Mettila da parte, e avrai un assaggio del tuo essere…lo Zen non può essere compreso in altro modo. In questo istante sei un Buddha, esprimi la tua essenza di Buddha nelle tue attività quotidiane. Ricorda semplicemente la tua essenza di Buddha e poi tutto andrà bene. Che tu vada verso le montagne o verso l’oceano, verso Dharma e verso l’ossidiana nobile della tua unicità, con il ricordo della buddità, riconoscendo di essere un Buddha, qualsiasi cosa fai è splendida, è colma di verità, è il tuo cuore amorevole che batte nel Buddha”.

di Claudio Caldarelli

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