Marco Del Noce: “I padri separati sono i nuovi poveri”. L’esperienza del comico riporta sotto i riflettori la vita drammatica di molti uomini.

Le sue battute le abbiamo ripetute tutti, ridendo ogni volta come fosse la prima. Guardando un volto angelico abbiamo ironizzato chiamandolo “bel pampino”, tutti siamo stati un po’ “sboroni” almeno una volta nella vita e davanti un’importante prova ci siamo fatti forza urlando “te lo faccio vedere io” con aria di sfida. Stiamo parlando del capomeccanico della Ferrari, Oriano in arte e Marco Del Noce nella vita, volto noto dell’indimenticabile trasmissione comica “Zelig”. Nel sua tuta rossa, ha dato una voce diversa al campione di Formula 1, Michael Schumacher, da lui ribattezzato “Sochmacher”.

Oggi, a 57 anni, in seguito a una separazione che lui stesso ha definito “un po’ troppo conflittuale”, ha subito il pignoramento dei beni, della partita Iva, che gli ha a mano a mano precluso qualsiasi possibilità di lavoro, ed infine uno sfratto giudiziario. Non vede i figli perché non ha un luogo consono in cui ospitarli e sta affrontando un percorso di riabilitazione all’ospedale Niguarda di Milano perché soffre di una forte forma di depressione. “Trentacinque anni che faccio ridere tutti e oggi non c’è nessuno che faccia sorridere me”.

La prima sentenza di separazione aveva decretato un assegno di 3.500 euro per i suoi tre bimbi: un primo ricorso l’ha portato a 2.500 e dopo un secondo è sceso a 1.500, cifra a cui non riesce comunque a far fronte e che lo ha portato a cumulare un sostanziale debito nei confronti della sua famiglia. “La crisi ha colpito anche il nostro settore – racconta il comico – non si fanno più le serate di prima. Non siamo tutti il Fabrizio Corona della situazione”.

Il forte declino è iniziato nel 2015 e ora, da quasi un mese, si ritrova a dormire nella sua macchina, nel parcheggio del ristorante “Real” a Lissone, Monza. Un’esperienza che lo stesso Del Noce ha paragonato, prima ridendo e poi lasciandosi andare alla commozione, a una tortura cinese: “Non lo auguro a nessuno”. Nel crocevia di clienti che affollano il ristorante però Del Noce racconta di “aver trovato molta solidarietà tra le persone comuni”. Al momento è in attesa di un aiuto da parte dei servizi sociali che, dicono, dovrebbe arrivare a breve.

“I papà separati sono i nuovi poveri” chiosa infine il comico milanese. Questa non è solo la dichiarazione di un uomo che sta attraversando un momento delicatissimo, ma anche una verità fattuale, un dato che contraddistingue la nostra società: sempre più uomini, separati o divorziati, rientrano nelle file della povertà, accanto a precari e disoccupati. Un problema tanto serio da portare il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia a pensare una proposta di legge relativa ad un assegno mensile di sostegno a questi padri.

La povertà assoluta ha riguardato nel 2016 il 6,3 % delle famiglie italiane: vale a dire 4 milioni e 742 mila individui. Al di fuori di questi numeri ci sono 4 milioni di padri separati: di loro, 600 mila non vedono i figli perché vivono in condizioni di estremo disagio. Le mense della Caritas ospitano sempre più questi uomini, che spesso devono far fronte anche alla perdita del lavoro.

Ed è proprio l’organismo pastorale della Cei a far sapere che nel 2015 si è arrivati a contare 800 mila padri in difficoltà, in tutta Italia. L’Ami (Associazione Avvocati Matrimonialisti) specifica che di questi 50 mila vivono a Milano e 90 mila a Roma. Alle 82.469 coppie divorziate, si sono aggiunti 91.706 matrimoni finiti, madri e padri ora separati, facendo registrare un aumento dei casi pari al 57%. Nel 60% delle cause di divorzio il giudice decide di affidare la casa alla madre e nel 94% è previsto il versamento di un assegno familiare. Indipendentemente dal fatto che l’ex marito possa o meno farvi fronte.

Un effetto domino investe un uomo che, reo o meno delle peggiori colpe, resta comunque una persona: alla perdita della famiglia, segue una perdita della casa, che può significare dover pagare un affitto o far fronte ad un nuovo mutuo, mentre magari si paga ancora quello vecchio. Consistenti problemi economici possono scatenare gravi depressioni, che possono impedire anche un pieno adempimento al proprio ruolo di padre. Così non si vedono più i propri figli, perché non si ha un posto o perché troppo amareggiati. E non tutti sono stati famosi e possono sfruttare un passato eco mediatico per raccontare la propria storia.

di Irene Tirnero

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