LETTERA AD UN MAFIOSO: PENTITI!

Caro mafioso Le scrivo,
Ieri pomeriggio sono stato a Vittoria, ad una meravigliosa conferenza.
Ed è lì che ho trovato chi non immaginavo: questa persona della quale riporto la fotografia fatta ieri, ovvero il fratello di uno dei capimafia di Vittoria.
Sto parlando di Salvatore Consalvo, fratello del mafioso Giacomino Consalvo.
Ebbene, il mafioso Consalvo, lui che si vanta di “conoscere Totò Riina e di avere la sua stima” (secondo me perfino una belva come Riina si è incazzato di queste parole).
Lui, Giacomino Consalvo, che si vantava di “comandare a Vittoria”, di ridurre tutti gli imprenditori sotto il suo “comando”. Lui che minaccia e rivendica, nelle intercettazioni, di essere mafioso, ha mandato il fratello per intimorire me ed i tanti presenti con la sua presenza.
No, signor mafioso, malacarne vittoriese, nessun timore della presenza di suo fratello, nessuno.
Ho cercato di spiegare a tutti, rivolgendomi anche a suo fratello, che quella montagna di merda di cui parlava Peppino Impastato ha nomi e cognomi, quei nomi e quei cognomi ho cercato di farli, tutti: dal mafioso, al colletto bianco, fino ai politici. Ad iniziare proprio da lui, Giacomino Consalvo, a cui hanno sequestrato 7 milioni di euro tolti ai tantissimi vittoriesi per bene!
Lo stesso che si vantava, appena poche ore fa, di essere stato scarcerato e mandava messaggi a tutti per augurare “pace e serenità nella preghiera”, quella di cui lui vorrebbe riempirsi la bocca ma non si può avvicinare perché scomunicato dal Papa.
Signor mafiosetto Giacomino Consalvo, caro malacarne vittoriese, visto che si vanta di essere libero, perché non veniva lei?
Ma il coraggio per voi è altra cosa, magari è sparare alle spalle, vero Giacomino Consalvo?
Lei ha preferito esporre suo fratello ad una figuraccia, lo vedevo schiumare di rabbia, anche quando ha perso le staffe e ha imprecato contro di me.
Mi spiace per lei, Giacomino Consalvo, ma non ho avuto paura, anzi ho visto i presenti liberarsi da un peso: il peso di quella presenza, mandata per intimidire me e loro, tutti i tanti presenti, è finita per diventare umiliante per suo fratello stesso.
Che sia un (non) buon anno per voi mafiosi, ad iniziare da lei, signor Consalvo, che sia un anno per voi passato a ragionare sull’unica strada che avete: pentirvi, riconoscere la supremazia dello Stato e rivelare i tanti crimini che commettete.
di Paolo Borrometi
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