Il futuro è nella ribellione dei giovani

Ci sono momenti, e scuote la testa con sconforto l’eretico, in cui non si riesce a capire cosa succede in Italia.
Ci sono state a marzo elezioni nelle quali una maldestra legge elettorale (stupido chi l’ha voluta) ha messo giustamente castigato – forse per sempre – la vecchia politica.
C’è stata alla fine di aprile la folle uscita dell’ex segretario del Pd (costretto alle dimissioni dalla sua – proprio sua – sconfitta) che disse no ad interazioni con l’unico partito, il M5Stelle, con cui li Pd aveva qualche compatibilità programmatica.
C’è stato, il primo giugno, il varo del governo Conte (costituito da due forze, Lega e M5Stelle, che erano state elettoralmente antitetiche) arroccato su un programma che ne è l’illogica giunzione.

E c’è oggi un governo, nota l’eretico, che finora ha fatto mille roboanti promesse di novità e dichiarazioni di guerra sia virtuali (a Malta, alla Tunisia, alla Francia, alla Germania, alla UE, alla BCE eccetera) sia reali (ai migranti e a chi li accoglie e difende i loro diritti). Che ora è alla difficile prova della realizzazione delle promesse
Ma soprattutto, c’è una Lega che ha avuto alle elezioni il 17% dei voti e che ora, secondo gli ultimi sondaggi, avrebbe il 32%. Cioè sarebbero 5 milioni in più gli elettori intenzionati a votare per la Lega!

Non ha molta voglia l’eretico, di partecipare ai discorsi pro o contro relativi alla legge di bilancio 2019, né ai corollari di grafico sullo spread o sul giudizio dei mercati o sulle imposizioni dell’Unione Europea.
Certamente se la sentirebbe di condividere con il ministro Tria il concetto che “la stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza la stabilità sociale”. Questo però se si avesse chiaro in testa che la stabilità sociale è molto diversa, in quantità e qualità, dai 5 milioni di poveri miracolati a 10.000 euro l’anno. Quello è solo un minimo passo verso la stabilità sociale di uno stato nel quale il reddito annuo pro capite è 20.700 euro.
Se si considera, è il rilievo dell’eretico, che dai versamenti Irpef risulta il reddito medio annuo per i lavoratori dipendenti è 20.600 euro, per i lavoratori autonomi 38.300, quello dei pensionati 16.800 e quello degli imprenditori (poveretti) soltanto 19.900 euro, si capisce che è lunga, molto lunga la strada per arrivare alla stabilità sociale per i 60 milioni di cittadini!
Un passo importante, ne è convinto l’eretico, passa in una lotta senza quartiere contro l’evasione fiscale. Come contro la malavita organizzata, che del resto ne è una signorile variante.
Sarebbe un passo importante, perché l’evasione fiscale annua, da dati ufficiali del Senato, è di almeno 125 miliardi di euro.
Non se ne ha però traccia, nelle annunciate iniziative del governo. Si parla solo di pace fiscale, che ne è l’assoluto opposto. Mentre, se si avesse il coraggio di una vera battaglia di giustizia, si avrebbero reali positività. Si pensi che con un recupero di metà dell’evasione ogni anno, per ognuno dei 60 milioni di cittadini sarebbero disponibili in più 2.000 euro..
Questo sì, che sarebbe un cambiamento !!

Ma davvero, si chiede ancora l’eretico, che succede in Italia?
Contro la criminalità organizzata c’è un attenzione importante da parte di tanti settori. Ma quanto passa nella coscienza della gente?
Ad Ostia, in particolare, Magistratura e forze dell’ordine stanno smantellando il potere del clan mafioso della famiglia Spada. Con reazioni, come “l’avvertimento” con delle miniesplosioni verso l’appartamento dei genitori di Tamara Ianni, 29 anni, collaboratrice di giustizia, testimone importante contro gli Spada, costretta a soggiorno protetto (il primo lasciato perché individuato dalla malavita).
L’avvertimento, nel linguaggio mafioso, ha un senso. Forse di dare indicazioni per trovare la figlia ed eliminarne la testimonianza?
E la risposta del padre? In un’intervista al Tg3, ha colto avvilito l’eretico, è stata dentro un’ombra di connivenza. Dopo aver detto che non era affatto d’accordo con la figlia, ha voluto gridare: “per me, è come se non ce l’avrei!”
Una frase durissima, di un padre per una figlia. Anche per una figlia degenerata. Ma se detta verso chi vive male per aiutare la giustizia, fa male al cuore, soprattutto se non si ha modo di dire la propria solidarietà a Tamara.

Fortunatamente, ci tiene a dirlo l’eretico, c’è anche altro, oggi, in Italia.
Come la trasmissione “Quante storie”, ogni giorno all’ora di pranzo sul Tg3.
In essa Corrado Augias presenta ad una scolaresca delle superiori l’autore di un libro, il cui compito è quello di spiegare, ed anche discutere, le cose che ha scritto.
In una immensa produzione di libri (nel 2016 in Italia ne sono stati pubblicati 60 mila, più di 150 al giorno) Augias sceglie libri per vari aspetti interessanti. Del resto nel passato, anche Stampacritica aveva una iniziativa simile, certamente utile, in cui venivano presentati libri, anche non freschi di stampa, su temi importanti.
Nei primi di ottobre a “Quante storie” è stato presentato il libro di Saverio Lodato e di Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, che ha per titolo “Il patto sporco”.
Era presente il magistrato, che ha descritto i punti salienti, sottolineati nel libro, del processo Stato-Mafia, in particolare chiarendo che uomini delle istituzioni si mossero al di fuori e al di sopra della legge e della Costituzione, trattando non con singoli mafiosi, ma con la mafia nella sua unitarietà.
E il giudice, ha osservato l’eretico, non si è sottratto ad una domanda di un ragazzo sul problema degli scontri tra politica e mafia. Ha risposto con chiarezza che esso riguarda gran parte dei politici ed un piccolo gruppo di magistrati. Per i quali, ha aggiunto, tutti gli uomini solo uguali.
Era sereno Di Matteo, nonostante la più che decennale vita sotto scorta, nonostante la condanna a morte decretategli dalla mafia, nonostante gli ostacoli subiti da ogni parte.
Ed ha concluso chiamando i ragazzi a battersi per conoscere quello che è successo in Italia: “… Indignatevi, appassionatevi, cercate di capire, di andare in profondità e arrabbiatevi … Conoscere significa crescere come cittadini, altrimenti vivremmo tutti come dei sudditi e non come dei cittadini partecipi.”

Si è quasi commosso l’eretico, a sentire le sue parole ai ragazzi.
Ai ragazzi che subiscono troppo passivamente una società fondata solo sul profitto, che non li ama, che nega loro la speranza della felicità.
Ai ragazzi che non reagiscono oggi ad una società che li illude, che non dà loro lavoro ma li vuole solo come consumatori.
Ad una società che lascerà loro un ambiente sempre più degradato, e le difficoltà, il peso, i sacrifici di un debito nazionale inesorabilmente crescente.

Ma fino a quando, fino a quando, sente di dover dire loro l’eretico, subirete inerti tutto questo?
Stampacritica è convinta che sia possibile orientarsi verso una società migliore, uniti verso un mondo che vivrà nella giustizia, nell’amore, nella solidarietà fra tutte le donne e gli uomini della terra..
Fino a quando subireterete inutilmente? Indignarsi è giusto, ribellarsi è un dovere. Per il vostro futuro. Per voi.

L’eretico

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