Riso amaro: una mostra per dire no alla violenza sulle donne

Una donna intrappolata all’interno di un cuore di filo spinato: una delle immagini simbolo di “Riso Amaro”, mostra in programma presso l’auditorium Parco della Musica da giovedì 18 a domenica 28 ottobre in concomitanza della Festa del Cinema. Ispirata al titolo del famoso film di Giuseppe de Santis del 1949, dedicato alla durissima vita delle mondine e nel quale si consuma uno stupro ai danni della protagonista, la mostra si propone di ribadire, attraverso illustrazioni e immagini di disegnatori provenienti da tutto il mondo, il no più assoluto a ogni forma di violenza sulle donne.

Un cuore di filo spinato a rappresentare l’amore malato, quell’amore che imprigiona le donne e all’interno del quale, troppo spesso, si consumano le peggiori forme di violenza; altissima, infatti, la percentuale di violenze che si verificano all’interno dell’ambito familiare o che vengono inflitte dal partner: picchiate, umiliate, torturate, uccise, a volte sotto gli occhi dei figli. L’amore malato degli uomini, che considerano le donne un oggetto di proprietà, e l’amore malato delle donne, che le induce per troppo tempo ad accettare, per paura o illusione.

Prosecuzione ideale del progetto iniziato lo scorso anno, la mostra vuole affrontare una tema tanto delicato attraverso il linguaggio delle immagini, da sempre capaci di comunicare una complessità di concetti con forza ed efficacia, quasi un alfabeto ideografico, in grado di indurre in profonde riflessioni. Attraverso l’uso dell’ironia e della satira, apparentemente così contrastanti con il tema proposto, il messaggio di condanna assoluta arriva in tutta la sua chiarezza. Realizzata all’interno del progetto promosso dal Dipartimento della Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , la mostra è stata realizzata a cura dell’associazione culturale Festival Grafico, con la direzione artistica di Julio Lubetkin e la consulenza di Marilena Nardi. Nella speranza che le donne, da sempre vittime di violenza, possano finalmente sorridere di un riso che non sia mai più amaro

di Leandra Gallinella

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