25 novembre: una giornata per dire no alla violenza sulle donne.

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, in Italia si è iniziato a celebrarla solamente a partire dal 2005. 25 novembre in ricordo del massacro di tre donne, le sorelle Mirabal, torturate ed uccise nel 1960 dagli agenti del Servizio di Informazione Militare della Repubblica Dominicana in quanto simbolo della rivolta contro la dittatura (durata oltre trent’anni) di Rafael Leonidas Trujillo.

Quello della violenza sulle donne è un fenomeno dilagante, specifico a tal punto da richiedere il riconoscimento di nuove categorie di reato (quello di stalking primo fra tutti), quasi sempre consumato all’interno della vita affettiva e troppo spesso sfociato nell’uccisione di una donna.  L’Italia, rispetto al resto dell’Europa, vanta il minor numero di casi di femminicidio; un risultato, però, di cui non essere fieri. Nonostante i dati diffusi dalla Polizia di Stato in occasione del convegno organizzato per promuovere l’iniziativa “questo non è amore” (una tra le tante organizzate per sensibilizzare sul tema) indichino che i reati legati alla violenza sulle donne siano in leggero calo, ad oggi si contano per il 2018 già 82 casi di femminicidio.

Se ad essere in calo sono tutti quei reati collegati alla violenza sulle donne (i cosiddetti “reati spia”, stalking, violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, percosse) quello che invece non cambia è la matrice: nella maggior parte dei casi sono sempre loro: partner o ex, incapaci di accettare un rifiuto o un allontanamento, incapaci di riconoscere la donna come un individuo libero e indipendente, schiavi dell’arcaica convinzione per cui esista un rapporto di possessione/sudditanza tra uomo e donna. Nonostante alcune correnti di pensiero cerchino di attribuire al fenomeno dell’immigrazione anche questa responsabilità, i dati ci indicano che, nella stragrande maggioranza dei casi, questi reati sono commessi da italiani. Cercare le ragioni di questo fenomeno è assai complesso; senza dubbio, oggi, la donna ha assunto un ruolo completamente diverso nella società. Non più dipendente in tutto e per tutto dall’uomo, ma libera e autosufficiente, spesso anche nella gestione dei figli.

Una condizione nuova a cui l’uomo, forse, fatica ad adattarsi. Eppure l’evoluzione femminile, ancora, fatica a completarsi; troppe le donne che ancora subiscono in silenzio, accettano per paura o in nome di un amore malato, non denunciano per tutelare il proprio aguzzino. Il 25 novembre, allora, deve assumere un valore completamente diverso; deve essere una giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne soprattutto nei confronti delle donne stesse, perché trovino finalmente il coraggio di ribellarsi e di dire basta. Per sempre.

di Leandra Gallinella

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