Olocausto gay

“Dobbiamo sterminare queste persone fino alla radice. Non possiamo permettere tale pericolo per il paese: l’omosessualità deve essere del tutto eliminata”. Heinrich Himmler capo delle SS. Appena un mese dopo la sua elezione, Hitler mise fuori legge le organizzazioni omosessuali e chiuse bar e associazioni gay. Furono bruciati molti volumi della biblioteca di Scienze Sessuali, in quanto reputati letteratura degenerata, e alla fine del 1933 i primi condannati furono deportati campi di concentramento. Iniziò una vera e propria caccia alle streghe-gay.

Seguita da deportazioni ingiustificate, bastava uno sguardo, un ammiccamento, un atteggiamento definito equivoco e si finiva rinchiusi. Vennero arrestate più di 100mila persone ma si salvarono il 40 % di loro. Ai deportati definiti gay veniva cucito addosso un triangolo rosa per identificarli dagli altri prigionieri, ugualmente rinchiusi è ugualmente torturati e poi passati nelle camere a gas. Migliaia di persone internate nei lager e poi uccise in base al decreto Nacht und Nebel (notte e nebbia) emanato da Hitler il 7 dicembre 1941 con lo scopo di eliminare i soggetti pericolosi per il Reich senza lasciare traccia.

Migliaia di triangoli rosa furono umiliati, torturati, poi uccisi dalla follia nazista, l’omocausto, cioè l’olocausto dei gay fu consumato nella indifferenza della Germania che solo nel 2002 ha chiesto ufficialmente scusa alla comunità gay.

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