Il mondo della moda piange la sua stella

Una delle stelle più luminose dell’universo della moda si è spenta il 19 febbraio scorso. Monsieur Karl Lagerfeld, leggenda di stile e creatività, è passato a miglior vita dopo sessant’anni di onorata carriera.

Nato ad Amburgo nel 1933, all’età di 19 anni si trasferisce a Parigi con la madre, e qui comincia a muovere i primi passi che lo porteranno due anni dopo, nel 1954, ad aggiudicarsi il primo premio al concorso indetto dal Segretariato Internazionale della Lana, ex-aequo con un giovane stilista ventenne, Yves Saint Laurent. Sarà proprio quel concorso a svelare simultaneamente al mondo due dei più grandi talenti della moda francese.

In questi sessant’anni di carriera, Karl Lagerfeld, ossessionato dallo stile e dalla materia, ha scritto la storia della moda. Da Jean Patou a Fendi, passando per Chloé e Chanel, il “Kaiser Karl”, come veniva chiamato, non ha mai smesso di svecchiare la moda e immaginare sfilate dalle scenografie grandiose. Una fra tutte: quella organizzata nel 2007 per Fendi sulla Grande Muraglia Cinese, “visibile dalla Luna”, a suo dire. Un costo da 10 milioni di euro e un anno di preparazione per quei 45 minuti di défilé entrato nella storia.

Insaziabile e visionario, Karl Lagerfeld ha saputo come pochi avventurarsi anche al di fuori delle mura delle grandi case di lusso della haute couture. Basti pensare alla sua collaborazione con la marca svedese di prêt-à-porter, H&M, nel 2004: commistione tra lusso e fast fashion che quell’anno fece storcere il naso agli addetti ai lavori.

“L’Imperatore della moda” ha vissuto una vita da rock star, tra jet privati e frequenti apparizioni in televisione; tutto è stato lusso e stravaganza. Si è inimicato le associazioni animaliste per la celebrazione e l’uso costante della pelliccia, e le sue dichiarazioni spesso irriverenti sul corpo femminile hanno riempito le pagine dei tabloid: “nessuno vuole vedere donne formose in passerella”, sosteneva sempre. Le modelle? “Creature squallide e stupide”.

Al di là della sua irriverenza, Karl Lagerfeld era una persona molto colta e intelligente, ripudiava la banalità, i luoghi comuni, e amò cimentarsi in ruoli di fotografo, regista ed editore.

Si considerava “un uccello di passaggio che arriva, parte e riparte” e non dava conto a nessuno delle sue azioni e dei suoi spostamenti. A nessuno tranne che a Choupette, la sua adorata gatta e unica erede della sua fortuna.

Quella tra Choupette e il suo padrone è stata une relazione speciale, di cui forse il suo grande amore e compagno di una vita, Jacques de Bascher, morto di Aids nel 1989, sarebbe stato geloso. Jacques de Bascher, il “dandy nero” che sedusse anche Yves Saint-Laurent, che mai riuscì a dimenticare quella liaison passionale e distruttiva.

Fu proprio quell’amante conteso tra Yves e Karl a segnare la definitiva frattura tra i due stilisti, due immensi talenti della moda francese, uniti e rivali nel successo, uniti e rivali nell’amore.

Nessun addio solenne a commemorare la dipartita del Kaiser, nessun funerale e nessuna sepoltura: come da suo volere, le sue ceneri saranno disperse con quelle della madre e del suo grande amore Jacques.

di Vittoria Failla

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