La bellezza delle differenze. La scuola come luogo di inclusione sociale.

Susi Ciolella

In questo particolare momento storico in cui si vive con una percezione diffusa della paura dell’ altro diventa sempre più necessario ragionare sull’ inclusione sociale e sugli strumenti che a partire dalla scuola devono essere messi in atto per uscire dallo stato di diffidenza che caratterizza la nostra società.
L’ individualismo è il male del nostro tempo, la condizione sociale ed un vuoto di valori hanno trasformato le persone in individui competitivi incapaci di provare empatia verso gli altri.
Questa dimensione “asociale” ci ha fatto retrocedere in termini di diritti e relazioni umane, con il rischio di una robotizzazione delle emozioni e la ricerca di una supremazia costante sugli altri.
Bisogna ripartire investendo sulla costruzione degli individui come parte di una dimensione umana più grande. Diffondere la solidarietà come atto d’amore ed elemento di forza per la crescita personale e collettiva. Imparare ad accettare gli altri nelle differenze come valore aggiunto che arricchisce la nostra vita.
Questo è il grande compito che ricopre la scuola nella costruzione di individui capaci di amare se stessi e gli altri.
Chi svolge un’attività a contatto con i bambini piccoli ha la fortuna di vedere con chiarezza che tutti gli esseri umani nascono con un senso di eguaglianza profondo.
La scuola è quel luogo meraviglioso in cui, si condivide l’ esperienza e la crescita ma soprattutto si vivono le differenze come un arricchimento, qualcosa da osservare, capire e accettare naturalmente.
Quando si è bambini l’ unica tappa in cui si percepisce la differenza, è crescere. C’ è un mondo del prima e del dopo scandito dal tempo di evoluzione in cui nessuno resta indietro.
Compito degli adulti è consolidare l’attitudine innata di essere solidali con gli altri. Per fare questo è necessario attuare l’ inclusione non solo all’ interno della classe, ma anche attraverso incontri con le famiglie e il territorio in cui vivono e crescono i bambini.
Le istituzioni ricoprono un ruolo fondamentale nel supermercato della percezione delle differenze viste come diversità. È necessario attuare tutti gli strumenti per l’inclusione sociale e lavorare affinché si rafforzi la visione che ogni differenza è fonte di arricchimento collettivo.
La scuola dovrebbe avere un ruolo più complessivo all’ interno della società, essere un luogo sempre aperto all’ incontro e alla crescita culturale, attraverso progetti formativi che diano spazio alla conoscenza delle diverse culture, in continuità con l’ intero percorso scolastico.
Bisogna educare alla bellezza delle differenze, alla gioia dell’ essere comunità solidale.
Non è necessario pensare ai giovani evocando la speranza per il futuro ma lavorare per preservare e consolidare la purezza d’ animo affinché nel tempo diventi giustizia sociale.
Non solo per il domani, ma per il qui ed ora.

di Susi Ciolella

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