La Chiesa è donna

La Chiesa è donna, una affermazione che ribalta i concetti fino ad ora espressi nel cammino secolare dalla dottrina della Santa Romana Chiesa. Tutto ciò che era certezza viene rimesso in discussione da questo pontificato “anomalo” rispetto alla continuità teologica dei papi che si sono succeduti sul soglio di Pietro. La Chiesa è donna, lo dice la teologia, ma ci sono pregiudizi da superare. Il cardinale Marc Ouellet, prefetto delle Congregazioni per i Vescovi, nella Lectio Magistralis presso il Pontificio Ateneo Regina  , “…invita a superare gli ostacoli che si frappongono alla piena valorizzazione delle donne”. Ribadisce che la Chiesa è donna, facendo suo l’invito di Papa Francesco nel ricercare nuove forme di partecipazione alla vita sociale partendo da un concetto semplice e umile: l’uguaglianza che è sinonimo di fratellanza o per meglio dire sorellanza. rimuovere ostacoli, non un lavoro ma una gioia, un impegno quotidiano che inizia dai piccoli gesti. Rimuovere ostacoli alla valorizzazione della donna e valorizzarne la dignità a partire dalle risorse della rivelazione cristiana.

Non sarà facile. Gli ostacoli, freneranno il cammino, superarli sarà difficile, ma il processo è iniziato ed è irreversibile. La presa di coscienza, sul ruolo delle donne all’interno della Chiesa, ha fatto passi in avanti cambiando, già da ora, la fisionomia della struttura tipicamente maschile. Certo siamo agli albori di una nuova catechesi, ma il tutto si muove, niente sarà più come prima. Alla guida di questo movimento epocale e possiamo dire “francescano” c’è un papa umile e ostinato nel rimuovere gli ostacoli che si frappongono a questo processo di cambiamento. Il cardinale Ouellet ha messo in guardia dal “non cadere nel grossolano antropomorfismo feequente in certe religioni, consistente nel proiettare in Dio la sessualità umana. Il dominio della sessualità, nonostante i progressi della conoscenza scientifica, appare infatti, più che mai confuso e rimane, più o meno tacito, il tabù di porlo in rapporto con Dio, se non si tratta del punto di vista morale. Ragione di più per rimettere in cantiere le scottanti domande di attualità: la donna, la differenza sessuale, la famiglia, la fecondità, l’avvenire del Cristianesimo, in un mondo sempre più secolarizzato e antropologicamente incerto e confuso.

La Chiesa consapevole dei ritardi da colmare per servire un Vangelo destinato al mondo”. La Chiesa è donna, una dichiarazione dirompente è universale, che apre le porte ad un nuovo rivoluzionario modo di pensare e agire non solo in campo sociale, ma anche religioso. La Chiesa è donna, una affermazione, ancora oggi difficile da capire e metabolizzare, perché vi sono pregiudizi da superare, nella società civile ma ancora di più in quella religiosa. Quasi a dire che non siamo pronti ad una buona novella che ribalta radicalmente la concezione fino ad oggi adottata.

Si, la Chiesa è donna, per il principio che ci rende fratelli in sorellanza e uguali nella condivisione delle gioie e delle sofferenze. “ Ci sono pregiudizi storici, cioè, la donna è stata mantenuta per secoli in secondo piano, non ha avuto accesso all’educazione superiore, in tanti ambienti, è soltanto negli ultimi 50 anni, in un certo senso, stiamo facendo progressi globali verso l’uguaglianza, almeno per quanto riguarda l’accesso all’istruzione. Ma manca ancora tanto per una integrazione della donna: socialmente, nell’ambito del lavoro, anche nei servizi ecclesiali proprio per questa eredità storica, per questo sfruttamento della donna che c’è stato e che bisogna correggere perché così non possiamo andare avanti. Se vogliamo migliorare la società, dice il cardinale Ouellet, dobbiamo mettere a frutto le qualità della donna che hanno anche questo fondamento divino e di grazia.

Questo, Papa Francesco l’ha sottolineato, ha cercato personalmente di fare una riflessione teologica che mostri il fondamento della dignità della donna, anche per superare i pregiudizi teologici che esistono, di cui non siamo consapevoli, e per questo bisogna fare una riflessione profonda che libera gli spiriti, la volontà di agire e arrivare a decisioni concrete, ma a partire da una visione rinnovata, non solo per la pressione culturale. C’è infatti, dice Ouellet, un sentimento molto diffuso secondo cui la donna deve ancora essere scoperta, per così dire, nei suoi valori per poter essere integrata. Le questo la Chiesa è e deve essere donna”.

di Claudio Caldarelli e Eligio Scatolini

 

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