Montagne da correre

Dopo aver corso per tanti anni, mezze maratone e maratone, ho perso interesse per questo tipo di attività. Annoiato dalla routine che si era venuta a creare, come si dice a Roma “me so’ stufato”.
E’ stato bello allenarsi puntando ad un obbiettivo, che fosse una gara di 10 chilometri piuttosto che una mezza maratona, ma oggi sono venuti meno quegli stimoli legati alla prestazione.
L’esperienza acquisita è oro colato non lo nego, oggi so molto di più su come raggiungere certi risultati senza brancolare nel buio, e sono grato a tutte le gare fatte in passato, ma è giunto il momento di allargare i miei orizzonti.
All’alba dei miei 57 anni, essendo da sempre grande appassionato di montagna, vedo nuove possibilità nella corsa in questo ambiente magnifico.
Così una mattina vado al Terminillo, attrezzato delle poche cose che servono per correre, con l’idea di fare un’escursione di 14 chilometri con 1000 metri di dislivello.
A Pian de’ Valli l’aria è fresca, una piacevole sensazione di pelle d’oca mi attraversa con un brivido lungo la schiena.
Chiudo l’auto e parto correndo a bassa andatura per dare il tempo al mio corpo di riscaldarsi.
Inalo con piacere l’aria pulita dal naso e sento l’energia del bosco, che sembra spingermi con una leggera brezza dai mille profumi.
Ecco di cosa avevo bisogno, le gare sono divertenti, ti puoi confrontare con te stesso e con gli altri, ma correre in solitudine in una natura maestosa e intatta non ha paragoni.
Mi concentro sul sentiero, anticipando ogni sasso e asperità adeguando il mio assetto ad ogni cambiamento, ma la mia mente si astrae e vola intorno esplorando il terreno come un’entità di energia separata; mi sento diviso in due, intento nello sforzo fisico e contemporaneamente fuori dal mio corpo, leggero come aria senza sentire alcuna fatica.
Incontro due persone lungo il percorso, e solo quando le passo mi rendo conto di quanto io sia veloce in salita, non pensavo di essere così in forma, forse merito della bicicletta, ma questa è un’altra storia.
Sotto le mie suole, il sentiero scorre come un tappeto mobile, esco dal bosco e la valle sotto di me appare con tutta la sua immobilità, sembra di essere in un mondo dove tutto è cristallizzato e solo io mi muovo facendo cambiare gli scenari che fanno da sfondo.
Nella mia mente affiorano mille pensieri, ma nessuno riesce a distrarmi dal contesto in cui mi muovo, è come se fossero in attesa del mio passaggio ma non riescano ad agganciarsi e inesorabilmente ritornino a chiudersi dietro me dopo il mio passaggio, come la folla che si apre davanti a Pantani sull’Alpe D’Huex.
Intanto supero la cima di Vall’Organo e inizio a scendere costeggiando i Sassetelli e la vetta del Terminillo che salirò dalla parte opposta.
La fatica ora si fa sentire, molta più gente in giro che passo a velocità doppia e in pochi minuti raggiungo la vetta a 2216 metri di quota.
Sosto giusto il tempo per mangiare una barretta e inizio la discesa lungo la cresta che porta al Terminilletto. Le mie ginocchia accusano la stanchezza, così la magia della mente lascia spazio all’attenzione sul gesto atletico, farsi male quando si è stanchi è molto facile.
Scendo a Pian de’ Valli che non è ancora mezzogiorno, il mio fisico è stanco, ma la mente no, rigenerata da questa cavalcata nella natura, dalla corsa verso il cielo blu, da queste montagne immense, fonti di vita,  queste: “Montagne da correre”.

di Roberto De Stefanis

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Per chi volesse cimentarsi con questa disciplina, ecco qualche consiglio sull’attrezzatura minima necessaria:

  • Crema solare 50
  • Occhiali da sole avvolgenti
  • Cappello o bandana
  • Maglietta drytec et similia
  • Maglia a rete
  • Calzoncini da corsa
  • Calze da corsa
  • Scarpe da trail running
  • Zaino da trail running
  • Pile ultralight
  • Sacca acqua 1,5 lt.
  • Borraccia floscia da 0,5 lt
  • Barrette proteine e carboidrati
  • Gel energetici
  • Soft shell goretex

In cima alla lista ho messo crema con fattore protettivo 50 e occhiali da sole sportivi per proteggere pelle ed occhi, non dimentichiamo mai che siamo spesso oltre i 2000 metri e i raggi UV sono estremamente nocivi sempre, figuriamoci a queste altitudini.
Abbigliamento leggero che comprende una maglia a rete da mettere sotto la maglietta per proteggerci dal freddo e tenere asciutta la pelle, dei comuni calzoncini da corsa in sintetico, che si asciugano in fretta e un cappello anche se io preferisco la bandana perché non mi lascia segni.
Calze e scarpe devono essere da Trail running, consiglio per la scelta di affidarsi a negozi con personale esperto in materia, le scarpe sono fondamentali per non farsi male, la corsa su terreni accidentati è estremamente traumatica per le articolazioni.
La dotazione, deve comprendere uno zainetto da 15 litri, con sacca per l’acqua, e una o due borracce flosce (soft flask) da riempire con Sali minerali e malto destrine.
Nello zaino metteremo anche qualche barretta e gel energetici, oltre ad un pile leggero e una giacca (soft shell) in goretex.

A questo punto, gambe in spalla e mi raccomando, ogni viaggio inizia da casa e finisce a casa, siate prudenti… sempre!

Per chi volesse vedere il video della corsa su Youtube:
Terminillo di corsa – Sky running sulla montagna di Roma

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