Buon Natale da Amazon Prime, basta un click!

Ah, il Natale, che meraviglia. Tutti quei pacchetti sotto l’albero, la gioia dei bambini, il cibo che troneggia sui piatti, una portata dopo l’altra, mentre la lancetta dell’orologio suda sotto il peso di minuti interminabili, avanzando verso l’ora X, quando partiranno gli auguri, si spacchetterà tutto e si potrà, finalmente, spegnere la cometa, chiudere la grotta a chiave e andare a nanna.
Non è più una Festa, è una corsa, il cui unico e prestigioso premio, è quello di sentirsi felici per riflesso, attraverso la gioia dei bambini, unici veri depositari dello spirito natalizio.
Fino a qualche anno fa, alla notte di Natale si arrivava un po’ più sereni, un po’ meno stanchi, oggi la corsa ai regali è diventata frenetica, lo stress intacca la serenità degli animi; e non parlo solo di crisi economica, parlo di ritmi.
Centri commerciali aperti anche la domenica, anche il 24, corrieri che come Achille con la Tartaruga, inseguono un obbiettivo impossibile, trasformati nei nuovi schiavi di Babbo Natale, costretti a portare i loro doni, in tempo per la Santa Notte, anche se la letterina è stata spedita pochi giorni prima, anche se la promessa che il regalo sarebbe arrivato in tempo non l’hanno fatta loro, l’ha fatta Amazon.
Scopri che nei centri di smistamento di questa bell’azienda che ha piegato l’editoria con una concorrenza basata su gravami fiscali più “leggeri”, abbiamo una nuova Cina. Sotto casa. Gli operai giurano che i bagni sono così puliti che ci si potrebbe mangiare, non perché gli addetti alle pulizie siano particolarmente zelanti, solo perché nessuno ha il tempo di andare a sporcarli.
Nel momento in cui confermate un acquisto con un click, il pacco viene immediatamente inserito nella catena di montaggio, uomini efficienti come robot, provvedono a impacchettarlo e incanalarlo per la spedizione, a ritmi frenetici, sorvegliati continuamente da telecamere che passeggiano tra le postazioni per controllare l’efficienza della produzione, misurare i parametri di produttività di ogni persona. E se qualcosa non funziona, se gli standard scendono sotto una certa soglia, l’impiegato viene richiamato e messo sotto pressione, se no rischia un richiamo, poi un altro, poi un terzo ed infine il licenziamento. In un quarto d’ora scarso, si scende ai camerini, si passa dal metal detector, si fa un pranzo veloce e si riprende a lavorare, con il lettore ottico laser, associato al proprio nominativo, che misura in tempo reale quanto è veloce il tuo indice al servizio di Amazon.
Una forma di schiavismo 2.0, tarato sulle normative moderne e ancor più asfissiante, per certi versi. Gli impiegati hanno comunque turnazioni, hanno diritto alla loro pausa ma, durante la stessa, sono a loro carico i tempi “morti” per indossare guanti e mascherine di sicurezza, fumarsi una sigaretta, chiamare a casa per sapere se al bimbo è passata la febbre, passare i controlli degli agenti della sorveglianza interna, andare a lavarsi le mani o svuotare la vescica. E se fanno male i conti, se sforano qualche minuto, si trovano addosso lo sguardo di condanna degli altri che hanno dovuto lavorare al posto loro e si sentono mal visti da colleghi e superiori, come se andare di corpo fosse una colpa.
Tutto questo, con un solo click.
Buon Natale.

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