L’amore può salvare il pianeta
L’amore e la bellezza possono salvare il pianeta dalla follia trumpiana, dal consumismo e dal cinismo genocida di Bibì. La negazione della libertà individuale e collettiva, ad opera di governi sempre più autoritari, con decreti sulla sicurezza che limitano la libertà di ognuno. Tutto questo fa sentire la nostalgia di una democrazia cristiana antelitteram, con i suoi legami con le logge massoniche, la P2, Cirino Pomicino e il verde, radicale, margheritaro Rutelli. L’umanità di questo inizio secolo che si autodistrugge consapevolmente inginocchiandosi sull’altare della avidità e della bruttezza che nega l’amore.
Al Parioli di Roma, con la regia di Sara Baccarini, va in scena la terza puntata del “quasi reality”, comunque la prima serie teatrale, che ci racconta, con “leggerezza calviniana”, in modo ironico, irreale, stupefacente, comico, tagliente, non politicamente corretta, le vicissitudini di uno spaccato familiare e di una umanità alla ricerca di sé stesso. Roma sud nel sud del mondo, uguale a tutto ciò che è sud, povero, schiavizzato, ghettizzato, dentro i suoi stessi paradigmi.
I protagonisti, giovani attrici e attori, pieni di energia, bravissimi, sempre pronti alla battuta senza perdere una battuta, un ritmo serrato e incalzante, che scatena applausi ad ogni gesto, ad ogni movenza, ad ogni interrogativo. Attrici e attori, che sanno ballare, interpretare, cantare, stare sulla scena con una capacità di essere sincronizzati e incastrati perfettamente tra loro, senza nessuna caduta di ritmo o capacità recitativa. Una squadra perfettamente oliata e diretta da una ottima regista-attrice che nulla lascia al caso. Tutto è un incanto di bellezza teatrale, scenicamente geniale e talmente irriverente, da suscitare nel pubblico una risata liberatoria e una consapevolezza di quanto nel mondo sta accadendo, con la passiva indifferenza di una umanità, che in questo caso è lo stesso pubblico. Troppo preso a ridere per capire che la Groenlandia non è una terra di conquista ma un territorio da rispettare per rispettare la sua gente e il diritto alla autodeterminazione.
Due ore di grande teatro comico, ironico e irriverente, in cui la tensione artistica si misura e cammina di pari passo con la tensione sociale delle differenze di classe, che trovano un punto di incontro quando l’amore, riscopre il sesso in tutta la sua bellezza. Una prova geniale di un teatro nuovo e moderno in grado di suscitare ilarità intelligente su temi e tematiche profonde, rimettendo al centro della riflessione l’amore e la bellezza, che possono salvare l’umanità dalla sua consapevole autodistruzione.
di Claudio Caldarelli

