Disordine mondiale: Under destruction

Il vecchio ordine mondiale smantellato dalle “zampate trumpiane” alle libertà costituite, siano esse Statali o individuali. Venezuela, Groenlandia, Gaza, Cuba, Messico, Colombia, Ucraina e tanti altri Stati ancora. Il mondo non è più lo stesso a cui eravamo abituati a pensare. La geopolitica cambia ruoli e presenze, influenze e alleanze, il tutto già giocato e in via di definizione a Monaco di Baviera con la 62a Conferenza Internazionale sulla Sicurezza. I lavori dedicati a un mondo il cui ordine, nel documento introduttivo, viene già definito, senza mezzi termini, “Under destruction”, in via di smantellamento, che vede protagonista Trump.

Nella Comferenza si dovrebbero cercare nuove strategie per disegnare un nuovo ordine mondiale, un equilibrio perduto, un contenimento al dissolvimento delle  alleanze che fino ad oggi hanno retto (in modo anche forzato) le sorti del pianeta. Niente è più lo stesso. La NATO che conoscevamo non esiste più. Almeno con il ruolo che gli aveva assegnato l’America, cioè gli USA. Il modello di Trump non prevede, per la NATO i compiti e il ruolo che fino ad oggi aveva svolto. L’Europa è orfana e non reagisce a questa nuovo ordine, ma cerca ancora l’ancora americana. Che non c’è più. Finalmente liberi, potremmo dire se, avessimo il coraggio di affrontare la situazione geopolitica con nuove strategie e nuove alleanze. Finalmente liberi. Ma non è così.

Documenti e report di eminenti studiosi come Tomas Bunde (International Relations Hertie School) puntano il dito accusatorio sulla “nuova era del disordine globale” che rimette in radicalmente in discussione la geografia politica raggiunta dopo la seconda guerra mondiale. E non si fa mistero ad addossare gran parte della responsabilità agli,Stati Uniti di Trump. Una responsabilità in cui si esercita “la legge del più forte sparando a palle incatenate”. Lo psicodramma della nuova Europa sedotta e abbandonata dagli alleati americani, ribadisce la sua condanna alla politica del bulldozer che non tiene conto degli effetti collaterali.

Il doppio shock europeo, prima l’invasione della Ucraina poi il reflusso neoisolazionista di Trump. Insomma nel giro di pochi anni, l’Europa si è ritrovata orfana e senza capacità di reagire, pagando conseguenze economiche e sociali altissime. La corsa al riarmo che toglie risorse al sociale, l’enorme mole di armamenti, acquistati dagli americani a prezzi esorbitanti, che pesano sulle famiglie e sulle politiche di sviluppo e sostegno all’ambiente. Ma questo è solo l’inizio di una conferenza che non tiene conto della povera gente, di una umanità sempre più calpestata. La Conferenza avrebbe slegarsi dalla narrativa corrente dei poteri forti che dominano le capitali europee. “ Perché, scrivere che moriranno 10 milioni di persone nel mondo, entro il 2030, per colpa dei tagli di Trump agli aiuti umanitari, è cosa buona e giusta. Ma altrettanto onesto sarebbe dire quanti europei tra i più fragili (bambini, anziani, ammalati) saranno condannati a indicibili sofferenze per  l’insufficiente disponibilità della diagnostica sanitaria. Peggiorata anche per colpa dell’incredibile aumento delle spese militari. La salute, caro prof, Bunde, viene prima di Putin”. Così Piero Orteca su RemoContro.

di Claudio Caldarelli

 

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