Papa Leone XIV: Liberiamo il lavoro dalla idolatria del profitto
“Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dalla ideologia, il lavoro dalla idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte…” dice Papa Leone XIV al meeting di Comunione e Liberazione. Un Papa che si presenta dopo 44 anni, dall’ultima visita di un Papa. E si presenta con le idee chiare, rilanciando non solo i concetti di Bergoglio, ma mettendo in chiaro la sua dottrina: stare con gli ultimi, contro la guerra e la povertà. Contro il profitto e l’avidità umana. Ai 60mila presenti dice di smascherare i rapporti di potere ingiusti, alla radice della povertà e delle diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali.
Invita gli aderenti alle organizzazioni che abbiamo generato, tra cui CL, e nelle quali operiamo, a non coprire più i malfattori, gli ingiusti, e guerrafondai, gli inquinatori, e gli avidi di profitto. Invita a smascherarli, disarmando lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, di Prevost, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti.
“Le persone prima dei confini” è l’accorato appello di Papa Leone XIV ai presenti al meeting. Prima le persone dei confini, e si rivolge soprattutto al governo, alla politica, alla Unione Europea, al mondo intero. Prima le persone dei confini. Non è una battuta, ma un riconoscimento del diritto alla vita. Un riconoscimento dal valore umano che supera ogni cosa. “Riconoscendoci nella dignità di figli di Dio veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’un l’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono le persone”. Si, prima di confini, definizioni e istituzioni, ci sono le persone..questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo.
“Siate segno che il futuro è una promessa, non una minaccia. Mettetevi in gioco. Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti”.
Claudio Caldarelli

