L’uomo in rivolta

La misura non è il contrario della rivolta, la rivolta è essa stessa misura: essa la sorregge, la difende e la ricrea nella storia. Scrive Antonio Cipriani e prosegue, l’uomo in rivolta, di Albert Camus, cioè l’uomo che dice no. E quel no è all’origine del dissenso e dello spirito critico necessario per poter vivere in una società civile, considerando la libertà un valore così come la giustizia sociale.

Dire di no è il punto di partenza del pensiero umano. È la ricchezza delle possibilità che si aprono nelle interazioni creatrici, nella bellezza, nella poesia. Dire di sì è pura accettazione di ciò che c’è. Di ciò che ci sarà. Ciò che altri hanno deciso e necessità di un consenso senza pensare.

Viviamo nell’epoca del sì. E si vede. Sì al genocidio. Sì alla distruzione del mondo. Sì alla guerra. Sì alle ingiustizie sociali. Sì alla schiavitù. Sì al potere e alle sue narrazioni tossiche che servono a costruire e programmare conformismo obbediente. Il facile sì del compromesso, contro il complicato no che spalanca un mondo di possibilità.

Per questo ci servono persone che sappiano dire di no. Scrive Camus/Cipriani, che abbiano a cuore l’umanità, la vita, la gentilezza, la bellezza e la poesia. Che non temano. Che non fuggano. Persone che agiscano nella misura della rivolta e nello spazio del dialogo.

Claudio Caldarelli

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