29 Stati Usa contro Meta: transazione miliardaria

È degli ultimi giorni la notizia che la società di Mark Zuckerberg sborserà una cifra di 16,68 miliardi di dollari nella transazione raggiunta nel processo che 29 Stati americani le hanno intentato per aver volontariamente e coscientemente introdotto algoritmi orientati ad aumentare la dipendenza dei minorenni dalla loro piattaforma, al mero fine di aumentare i suoi profitti. Testimonianze di ex manager interni hanno inchiodato l’azienda. Il contraccolpo economico si stava trasformando in una valanga e gli Stati promotori dell’azione legale avevano chiesto una cifra più di dieci volte superiore a quella ora transata. Intanto ci sono già altre cause individuali per le quali Meta, ossia Facebook, Instagram, Threads, è condannata a diversi milioni di per lo stesso motivo. Una giovane messicana, ad esempio. dovrà risarcirla con 6 milioni di dollari per averle rovinato l’intera infanzia, adolescenza e giovinezza.

È una vicenda legale che richiama alla memoria quella nota come Big Tobacco, che ebbe luogo tra il 1994 e il 2006. Fu promossa da 46 Stati contro le grandi multinazionali del settore che avevano manipolato i livelli di nicotina con additivi che aumentavano la dipendenza dal fumo, nascondendo i dati in loro possesso sui danni certi alla salute dei consumatori che ne sarebbero conseguiti. 206 miliardi di dollari fu la cifra transattiva sborsata.

Meta, inoltre, si impegna a introdurre meccanismi di limitazione per fasce di età e orarie giornaliere di accesso alla piattaforma, e di avviso e controllo rivolti ai genitori, Una serie di misure che se adottate anche dagli altri social condurrebbe a una auspicabile riconfigurazione dell’uso del web.

Anche perché questa particolare è la dimostrazione che le piattaforme digitali non sono semplici strumenti, ma sono sistemi già all’origine orientati economicamente, culturalmente, politicamente da chi ne detiene la proprietà. Questo vale ancora di più per le varie Intelligenze Artificiali, che incamerano dati e opere altrui per addestrare i propri strumenti verso obiettivi e interessi ben precisi. Anche nei loro confronti ci sono state cause milionarie vinte da associazioni di autori che si sono visti saccheggiati dei loro lavori, ai fini dei profitti e interessi non solo economici delle aziende.

Diversi Stati americani, trasversalmente nelle posizioni politiche, si stanno opponendo con forza ad altri due aspetti.

1) L’inquinamento e i costi energetici esorbitanti di consumo dei mega villaggi dei data center con armadi digitali (energia elettrica per l’alimentazione e spreco immane di acqua per i sustemi di raffreddamento).

2) La scomparsa di milioni di posti di lavoro, per i quali non è stato adottato alcun serio piano sociale, e neanche è facile soltanto progettarlo.

È ormai lo scontro aperto e irriducibile tra politica, democrazia e Apparato Tecno-scientifico che sta sempre più assumendo l’egemonia planetaria, a scapito della prima, purtroppo sempre più soccombente.

Riccardo Tavani

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