Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri
Chi tutto, chi niente. Pochi super miliardari, padroni del mondo. Padroni del destino di miliardi di persone. I poveri, 5 o 6 miliardi di persone, soffrono, non hanno scuole, ospedali, cibo, acqua. Non hanno niente o quasi niente. Pochi super miliardari hanno tutto. Tutta la ricchezza del mondo. Il patrimonio dei suoi ricchi vale quanto il debito dei paesi poveri. Lo scrive bene Avvenire, il quotidiano dei vescovi.
“Gli Stati piegati dai costi passivi sono costretti a tagliare gli investimenti necessari allo sviluppo, dalle scuole alle infrastrutture. Mentre i patrimoni miliardari continuano a gonfiarsi a dismisura”.
Il rapporto Unctad: diversi Paesi a basso reddito inchiodati nella trappola del debito. Il costo del denaro sta diventando uno dei principali ostacoli allo sviluppo globale. I paesi poveri non possono garantire i servizi sociali essenziali. Sanità, scuola, cibo, acqua, tutto è carente. Il debito strozza e fa vivere in miseria miliardi di persone.
L’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, lancia l’allarme: i paesi fragili non possono farcela. Il divario tra risorse disponibili e necessità reali è ormai un abisso. I paesi in via di sviluppo, dove vivono circa 5,5 miliardi di persone, sono allo stremo. All’opposto, le persone che si arricchiscono a dismisura, i super miliardari, sono pochi, anzi pochissimi, ma detengono una enorme ricchezza.
Nel 2025, la Commissione sul debito che era stata istituita da Papa Francesco, aveva chiesto di promuovere forme di finanziamento sostenibili per i paesi poveri, orientate a obiettivi sociali di lungo periodo e con condizioni favorevoli per i più vulnerabili.
Un richiamo ripreso con forza da Papa Leone XIV che, nel suo discorso di inizio pontificato ha denunciato il paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri.
In questo scenario, Oxfam ha calcolato, in un rapporto diffuso a gennaio, le persone con patrimoni superiori al miliardo di dollari sono salite per la prima volta sopra quota 3mila, la loro ricchezza è aumentata del 16% a 18.300 miliardi, e basterebbe la rivalutazione annuale dei loro patrimoni, pari a 2.500 miliardi, per sradicare ventisei volte la povertà estrema dal pianeta.
Claudio Caldarelli

