Ironia della sorte

“Mi piacciono le persone ironiche, quelle che sanno cogliere le contraddizioni del sistema e prendere in giro il potere, mettendo alla berlina, mostrando il lato ridicolo degli arroganti, con una battuta che nasce da un pensiero divergente e diventa dissenso e sovversione…”. Così Antonio Cipriani su RemoContro ci induce alla risata che seppellirà il potere. Infatti per ironia della sorte ha vinto la Costituzione, il popolo sovrano, che ha ristabilito la centralità della Costituzione nata dalla Resistenza. Non hanno vinto né il Potere, né i Padroni, né gli arroganti. Ha vinto la brava gente che ha capito quando fosse ridicolo il tentativo di “ridicolizzare” la Costituzione, con tutto ciò che ne consegue.

“Non mi piace il fatto che negli ultimi decenni l’ironia, amplificata sui social dall’esplosione dei meme, sia diventata l’unica forma sovversiva di quei cittadini che non si identificano con la camicia nera culturale. Nella stessa maniera non amo i furbetti del marketing di ogni cosa che da decenni non fanno altro che assorbire dissenso, istituzionalizzando l’irriverenza e trasformando la sovversione in materiale utile al mercato…” insomma non ci piace l’irriverenza al servizio del consumismo e del potere. Non ci piace l’ironia al servizio della arroganza, della violenza e finanche della guerra.

Ci piace l’ironia della sorte, che ribalta qualsiasi sondaggio, che vedeva sconfitta la Costituzione al referendum. Ci piace l’ironia della sorte che capovolge un risultato già scritto e riporta milioni di giovani a votare, non per il futuro, ma per il loro presente. Un presente fatto di ironia irriverente, in grado di sovvertire le bugie del Potere e rimettere in gioco la fantasia e la creatività, il sogno e l’utopia di quanti non andavano più a votare. Ci piace l’ironia della sorte che ci dice: attenti al capitalismo selvaggio, feroce, che uccide il pianeta e distrugge l’esistenza, quella normale, quella giusta, quella esistenza basata sui valori etici e morali, in cui accogliere è una bella cosa, mentre respingere è sbagliato.

Si. Ci piace l’ironia della sorte che rimette in discussione l’autoritarismo del potere, per ribadire che la democrazia, per quanto logora, è la migliore strada da percorrere, per sentirci uguali e “sorelli”. Si. Ci piace la democrazia. Ci piace difenderla. Ci piace viverla. Senza la paura di essere fermati solo  perché si manifesta pace, contro la guerra, per i diritti umani, contro il genocidio.

di Claudio Caldarelli

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