Tratturo direzione futuro

Na lena sola n fa fuoc, Una legna da sola non fa fuoco, ha scritto sulla maglietta amaranto vivo Mirco De Santis, un ragazzo dell’Associazione Cammina Molise. Davanti a lui interloquisce un’altra maglietta verde scuro elegante: In cammino nelle terre mutate. La indossa l’attore Elio Germano, nato a Roma, ma di origini molisane, e ambasciatore nel mondo di questa regione mutata. Mutata per lo spopolamento progressivo, la marginalizzazione geo-sociale, la riduzione a presenze spettrali dei servizi pubblici essenziali. Ambasciator non porta pena, recita un noto proverbio. Germano, però, la pena del Molise la porta soprattutto dentro di sé, e non intende fare della carica che lo investe una mera onorificenza per darsi prestigio e importanza. No, al contrario è un impegno attivo collettivo, di cui è espressione anche questo film, Ritorno al tratturo, da lui realizzato insieme al ricercatore territorialista Filippo Tantillo e al regista Francesco Cordio. “Non ci si può rivolgere alle istituzioni – dice Elio Germano – se non si supera insieme lo Sta bene Rocco sta bene tutta la Rocca, ossia la differenziazione tra interesse personale e interesse collettivo”. Va intessuta una battaglia-dialogo, per una coscienza dei mali che affliggono la comunità, includendo in essa la stessa terra, acqua, aria e animali che la abitano e la camminano.

Per Filippo Tantillo: “Il tema della marginalizzazione e dello svuotamento delle aree interne sta diventando esplosivo in tutta Europa. L’Italia vuota, la España vaciada, i Territoires oubliues francesi, tra gli altri, oggi rappresentano più della metà del territorio continentale. Contengono l’origine dei problemi più urgenti, innanzi tutto la crisi demografica, ma anche le loro possibili soluzioni. Con questo film abbiamo cercato di mostrare quanto questi spazi, svuotati di umani e trasformati dal cambiamento climatico, siano diventati i luoghi della sperimentazione di un futuro di speranza che riguarda anche le nostre città”.

Tratturo: dal latino tractus, tratto/trascinare, una via formata dal continuo passaggio, calpestio, degli animali nella transumanza, lo spostamento dai pascoli montani estivi a quelli invernali, nelle zone più calde di pianura. Il Molise è attraversato dal Tratturo Magno, che dall’Aquila arriva fino a Foggia, lungo 244 km e largo circa 100 m., accarezzando 50 Comuni, numerosi parchi e siti archeologici, rovine, borghi, chiese, abbazie, conventi, cimiteri, castelli, palazzi, torri, ponti, fontane, grotte, persino un faro. Una vera e propria istituzione extratemporale, che traccia la memoria umana già dal VII sec a. C, ovvero sono ormai quasi tremila anni che passa dentro i molisani. Li passa e fa diventare loro stessi passanti, desiderosi di andar restando, e restar andando. Andare per tornare, e tornare per riandare. “Le nostre non sono esperienze di chi resta – dice Mirco Di Sandro –; sono esperienze di persone che se ne vanno quotidianamente, ritornano, ripartono… Pure pensarsi sempre fermi, fissi non è mai appartenuto all’umanità. Mettere a tema le nostre esperienze dell’ entrare, uscire, dell’andare a viverle fuori, per riportarle dentro. Anche per sfuggire a un certo sfruttamento qui inevitabile”.

Così la transumanza animale, diventa un vero e proprio transumanare, come lo chiama Dante, ossia oltrepassare l’umano così come dato. Immagine poi ripresa da Pier Paolo Pasolini nella sua raccolta poetico-politica Transumanar e organizzar. Un apparente paradosso, perché da una parte è come fuggire da sé stessi, dall’amore per il luogo di nascita o d’adozione, dall’identificazione con esso. Dall’altro, però, è proprio a causa di quell’amore che s’intraprende un esodo dalle solidificazioni del potere di fatto: economico, politico, culturale. Una negazione delle condizioni che avversano e rendono proibitive nuove forme di vita e di giustizia. Un esodo che tesse nella sua spola di uscita e di rientro nuove possibilità di istituzioni in cammino. “Era senza nessun percorso promesso senza nessun concorso/ Era senza permesso né compromesso alla come viene/… Dirsi le cose di faccia invece che da profilo/ Taggare i muri non le persone fare qualcosa non fare una storia”, così canta in un suo pezzo il gruppo rap Bestierare, alias Elio Germano, Jhonny Para, Matt Plug e DJ Drugo. Un nuovo Quarto Stato di bestie rare molisane, fatto di caprai, librai, caciari, attori, agro bio seminatori, ricercatori, con loro libri, capre, caci, nuvole, semi, rime, immagini, film. Come questo Ritorno al tratturo, firmato da Francesco Cordio, un regista documentarista che qui continua a retro camminare insieme a tante altre persone, piante e animali sempre in direzione ostinata e futura. Distribuzione Own Air. Durata 54 minuti.

Riccardo Tavani

 

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