Genetica e cattive maniere
Sono stato vivamente impressionato dalle parole del Ministro Nordio, che finalmente ha chiarito perché noi maschi siamo fatti così: è colpa della genetica.
Già mi vedevo, forte di una nuova consapevolezza, affrontare mia moglie con piglio sicuro: “fattene una ragione, i piatti non li lavo perché non è nel mio codice genetico”. “Non metto in lavatrice i panni sporchi perché il mio DNA me lo impedisce”. “Vado alla partita perché me lo impongono i cromosomi”. E così via, in un crescendo di forza e autorevolezza.
Ma lei non si è lasciata impressionare. Mi ha detto che Nordio non capisce niente; anzi, ha detto una cosa un po’ volgare: che il ministro ragiona con le… (mi avete capito) anziché con il cervello. Ho cercato di obiettare: “ma quello fa il ministro, non è mica il primo che passa per la strada. Ha studiato, è stato un valoroso magistrato!”
E lei, serafica: “ma mica è un genetista; parlasse pure delle leggi del codice, ma che ne sa lui delle leggi della natura?”
Siccome sono un uomo moderno e di larghe vedute, ho deciso di non zittirla (come geneticamente avrei potuto fare) con la forza dei miei muscoli, e mi sono messo a cercare le necessarie conferme scientifiche, certo che le avrei presto trovate.
Forse, ho pensato, glielo ha detto Schillaci, il ministro della sanità (pardón, salute). Lui è un medico, un ricercatore, addirittura uno scienziato! Non un semplice magistrato, ma nientemeno che il rettore di una grande università! Ne avranno parlato, mi son detto, in qualche riunione del Consiglio dei ministri.
Mi sono messo a cercare sul web ed ho scoperto che è vero, il ministro Schillaci si è occupato di genetica ad alto livello. Ho cercato allora di trovare qualche suo lavoro scientifico sul ruolo dei cromosomi nella vita di coppia, ma lì sono rimasto, a dir la verità, piuttosto deluso: non si era mai occupato di questo specifico argomento. Ho scoperto, però, che la sua credibilità scientifica è crollata da quando qualcuno si è accorto che nelle sue pubblicazioni erano state usate fotografie fuori contesto, addirittura le stesse foto per patologie diverse in lavori diversi, e che del fatto aveva parlato addirittura Science, la rivista scientifica più famosa al mondo, insinuando un serio sospetto sulla credibilità scientifica di quelle pubblicazioni. Che Science sia una rivista di sinistra? Comunque non era possibile trovare in lui l’autorevolezza che cercavo.
Ma, forse, ne aveva parlato la presidente del consiglio: lei sicuramente avrà dettato la linea… cromosomica al dibattito sulla violenza di genere e sull’educazione sessuo-affettiva.
Dopo cena, davanti alla televisione, ne ho accennato a mia moglie. Se la storia della genetica viene da una donna, pensavo, lei si farà più persuasa! Ma di nuovo lei mi ha smontato. “Che ne può sapere la Meloni di maschi e femmine?” mi ha detto. “Lei prima grida al mondo che è una donna e che è una madre, poi si fa chiamare “il presidente”, come se fosse un maschietto qualunque!” Non contenta, ha aggiunto: “Ma perché non pensano a governare, invece di dire stupidaggini sulla genetica o su vicende delicate come quelle dell’affido dei minori?” Si riferiva, come avete certamente capito, alla spinosa vicenda dei tre bambini che vivevano nel bosco senza andare a scuola, senza uno straccio di pediatra, senza servizi igienici e mangiando funghi tossici. Certo, mia moglie, abituata com’è alle comodità di una casa, non è in grado di sentire il fascino della vita selvaggia, o neo-rurale.
Comunque, non mi riusciva proprio di convincerla della verità politico-genetica espressa da Nordio.
Mi sono allora ricordato di un mio vecchio amico, che sicuramente ne doveva capire un po’ di questi argomenti. Infatti è un genetista ed è stato sempre uno studioso, per non dire sgobbone. L’ho invitato a cena (una cena costosa: un po’ di captatio benevolentiae non guasta mai) e, dopo le tagliatelle al tartufo bianco, gli ho chiesto lumi sull’uscita di Nordio. Lui l’ha presa alla larga (dovevo aspettarmelo, ci vuol pazienza con le persone colte) e, dopo una dissertazione sulle leggi di Mendel, sembrava dare ragione al nostro ministro: è vero che la genetica fa del maschio umano una persona più robusta e muscolosa della femmina. Mi ha portato ad esempio il caso di Imane Khelif, la pugile che è stata squalificata da alcuni campionati femminili per un suo ingiusto vantaggio: cromosomi maschili vuol dire più testosterone e, quindi, maggior sviluppo muscolo-scheletrico. Ma, mi ha fatto anche notare, la Khelif ha perso diversi incontri, soprattutto all’inizio della carriera, con donne con cromosomi ed ormoni assolutamente femminili. Questo perché la genetica non è tutto. Nel caso del pugilato occorrono anche addestramento ed allenamento. “Per esempio”, ha aggiunto gustando una costosa bistecca di wagyu, “io sarei messo al tappeto da qualunque donna pugile, nonostante DNA e testosterone”. E allora? lo incalzai. “Beh… non basta aver più muscoli per essere violento o comunque maschilista. Bisogna vedere anche come sei educato. Per esempio, conosco dei pitbull mitissimi, tirati su da padroni non aggressivi, e chihuahua aggressivi, tirati su da padroni nevrotici. Insomma, è più importante il carattere che la massa muscolare. E il carattere viene in buona parte dall’educazione che si riceve fin da bambini. La genetica ti dà i muscoli, ma sei tu che decidi come usarli. La gentilezza non viene dai cromosomi, e violenti non si nasce, lo si diventa. In fondo, gli uomini sono soprattutto animali culturali”.
Ecco, lo sapevo, un’altra zecca comunista, smidollata, tirata su a cultura woke. Sta a vedere che ce l’ha lui un problema genetico. E gli ho anche offerto la cena!
Vannacci! Bandecchi! aiutatemi voi!
di Cesare Pirozzi

