Quale la vera lama: il coltello, il telefonino o il Grande Neo-Nulla?
Lo avevamo scritto su questa rubrica: il lock-down da Covid, l’isolamento in sé stessi e nei propri telefonini avrebbero alla lunga provocato in ragazze e ragazzi crepe psicologiche peggiori di quelle delle strutture edilizie di quasi tutte le scuole italiane. Ma ci interessa ora mettere in risalto un unico, ma cruciale aspetto. Tutta la lunga preparazione e procedura per l’accoltellamento vicino Bergamo di una prof non avrebbe potuto assumere alcuna consistenza senza quel telefonino attaccato al collo del tredicenne che ha inferto i due colpi.
Il gesto in sé, infatti, tanto più criminale è, tanto più vuoto di senso sarebbe senza la condivisione della sua immagine in rete tramite social. Pestare un disabile, bullizzare un debole tra i banchi di scuola senza la diretta in smartphone non avrebbe alcuna possibilità di assurgere alla gloria dell’infamia cui aspira, anzi che pretende. Che lo riporti un articolo di giornale o la dia come notizia di cronaca un telegiornale non è più assolutamente sufficiente, è roba che appartiene al passato, che puzza di mummia putrefatta. Il telefonino sono io stesso, è un’estensione del mio corpo, del mio desiderio, della mia volontà. La mia corporalità, materialità fisica, senza la mia sindone digitale, senza la mia immagine è oggi l’autentico Grande Neo-Nulla. Le news non devono essere su di me, ma devono essere direttamente me. Autore, cronista, operatore, regista video, commentatore di punta, autorità di polizia e giudiziaria competente: tutto deve da me scaturire, anzi deflagrare, e in me riprecipitare. Io mi eleggo a simultaneo Big Bang e Big Crash insieme. Con le Intelligenze Artificiali, sempre più spalmabilmente stravolgenti, potrò stamp-armi, self-armi, vide-armi tutto quello che mi pare. I mezzi busti televisivi o gli influencer da tanti stra-coglioni follewerati, continuino pure a pontificare, a becerare il loro putridume cadaverico: anch’essi stanno già per essere risucchiati oltre l’orizzonte degli eventi del Grande Neo-Nulla Punto Zero.
Altro che corsi all’affettività, sessualità, empatia, rispetto! Di grande magnitudine luminosa, il modello geo-politico mondiale da oggi in poi sarà sempre più il Criminal Trash: capi di eserciti e nazioni che si abbronzano digitalmente a bordo piscina di decine di migliaia di morti realmente affogati, bombardati, genocidiati. Perché dovrei io stare ad ascoltare e subire la saccenza repressiva di professorucoli che pigolano ipocrita bontà, invece che scagliare dalla cattedra salutari fiale di cattiveria sociale e razziale all’acido solforico, promuovendo i loro più diabolici allievi, tra i quali io sarei il più crepitante? Perché io a scuola, invece, dovrei essere da meno di quei luccicosi esempi nei loro Campidogli, Parlamenti, Reggie, Gabinetti? Zaino, coltello e pistola, io mi proclamo già in marcia, completamente marcio d’odio e smartphone, verso il Grande Neo-Nulla, di cui d’imperio mi candido, mi eleggo e mi santifico Messia della Soglia, oltre la quale inesorabilmente vi spedirò. Amen – Damned!
di Riccardo Tavani

