Il dramma dei suicidi tra i detenuti: una conta silenziosa

Diceva Voltaire, padre dell’illuminismo: “Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione”, Cesare Beccaria, nel suo “Dei delitti e delle pene”, pubblicato nel 1764, teorizzò per la prima volta una pena come mezzo di prevenzione per la sicurezza sociale e non più come punizione espiatoria, cioè non come vendetta nei confronti del reo ma come strumento per garantire la convivenza sociale.

Sono 47 i suicidi in carcere dall’inizio dell’anno, 12 solo nel mese di giugno, una persona detenuta ogni due giorni e mezzo, di questo passo si supereranno gli 85 avvenuti nel 2022.

Il fenomeno dei suicidi tra i detenuti rappresenta una crisi silenziosa ma devastante all’interno dei sistemi carcerari di tutto il mondo. Questa tragedia umana spesso passa inosservata, ma le statistiche rivelano una realtà allarmante che richiede attenzione immediata. L’articolo si propone di esplorare le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni a questo problema complesso.

Secondo i dati raccolti da diverse organizzazioni, i tassi di suicidio tra i detenuti sono significativamente più alti rispetto alla popolazione generale. Ad esempio, in Italia, nel 2023, si sono verificati oltre 60 suicidi nelle carceri, un numero che riflette una crisi profonda all’interno del sistema penitenziario. Simili tendenze si osservano in molti altri paesi, suggerendo che questo non è un problema isolato ma una questione.

Le cause dei suicidi in carcere sono molteplici e complesse. Tra i principali fattori vi sono:
* Condizioni di Detenzione: Sovraffollamento, mancanza di privacy, condizioni igieniche scadenti e violenza tra detenuti possono contribuire ad un senso di disperazione.

* Isolamento Sociale: La separazione dai familiari e dagli amici, insieme alla mancanza di sostegno sociale, può esacerbare i sentimenti di solitudine e depressione.
* Malattie Mentali: Molti detenuti soffrono di disturbi mentali preesistenti che possono peggiorare in carcere a causa della mancanza di cure adeguate.
* Abuso di Sostanze: L’abuso di droghe e alcol, comune tra la popolazione carceraria, può aumentare il rischio di comportamento suicidario.
* Stigma e Vergogna: La vergogna associata alla detenzione e lo stigma sociale possono portare a una perdita di autostima e speranza.

Le conseguenze dei suicidi in carcere sono devastanti non solo per le famiglie delle vittime ma anche per il personale penitenziario e gli altri detenuti. Ogni suicidio rappresenta un fallimento del sistema di giustizia penale e un richiamo alla necessità di riforme urgenti.

Affrontare il problema dei suicidi in carcere richiede un approccio multidimensionale che coinvolga politiche pubbliche, interventi a livello comunitario e cambiamenti all’interno del sistema carcerario stesso. Alcune possibili soluzioni includono:
* Miglioramento delle Condizioni di Detenzione: Ridurre il sovraffollamento e migliorare le condizioni igieniche e di sicurezza.
* Supporto Psicologico e Sanitario: Garantire l’accesso a cure mentali adeguate e programmi di supporto psicologico.
* Formazione del Personale: Formare il personale penitenziario per riconoscere i segnali di disagio mentale e intervenire tempestivamente.
* Programmi di Reinserimento Sociale: Offrire programmi che aiutino i detenuti a mantenere legami con le loro famiglie e a prepararsi per il reinserimento nella società.
* Riduzione dell’Isolamento: Limitare l’uso dell’isolamento come misura disciplinare e promuovere attività che favoriscano l’interazione sociale.

Il suicidio tra i detenuti è una crisi che non può essere ignorata. È essenziale che i governi, le organizzazioni per i diritti umani e la società nel suo complesso si impegnino a migliorare le condizioni di vita all’interno delle carceri e a fornire il sostegno necessario a coloro che sono più vulnerabili. Solo attraverso un’azione concertata e sostenibile possiamo sperare di ridurre i tassi di suicidio in carcere e offrire una seconda possibilità a chi si trova dietro le sbarre.

Eligio Scatolini

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