Gran cinema e cerveza, La Nueva ola apre e brinda ai suoi 18 anni

Federico Sartori lo ha detto inaugurando ufficialmente ieri sera 7 maggio 2025, nella gremita sala 5 del Cinema Barberini a Roma, questa edizione del Cinema spagnolo e latinoamericano. La Nueva Ola ha compiuto diciotto anni, è ormai maggiorenne, e sembra ieri quando per tutti i nativi digitali come lei non c’era nemmeno ancora Whatsapp a disposizione per comunicare. Federico Sartori e Iris Martin Peralta sono las dos almas, cabezas y piel, o película emocional che un imperscrutabile, ma allo stesso matematico destino non poteva che far incontrare lungo quella strada sospesa tra terra e cielo che si chiama cinema. 18 anni fa quel comune destino li ha messi al lavoro, ossia al nostro servizio.

Dopo l’inaugurazione, il saluto ufficiale e ben augurante dell’Ambasciata di Spagna, il film della serata è stato: El 47. Il titolo si riferisce al numero di un autobus di Barcellona guidato per molti anni da Monolo Vital, immigrato interno sfollato dalla provincia di Valencia, con un padre fucilato dai franchisti, e approdato a Torre Baró, nella collinosa, desolata e sterrata periferia di Barcellona, tipo le borgate romane degli anni ’50 di pasoliniana memoria. Il regista Marcel Barrena, dopo aver scritto il copione con Alberto Marini, ne ha fatto un film corale, irruente e commovente insieme, con questo scostante ma caparbio capopopolo di Manolo, che è la storia di un riscatto non solo dalla miseria, ma dalla condizione di umana indegnità, cui era assoggettata quella gente. Persone provenienti da ogni parte della Spagna, tanto che – soprattutto all’inizio – il film sembra recare le stimmate di Furore, il grande romanzo del 1939 di John Steinbeck, poi film di John Ford, sull’immigrazione interna americana durante la grande depressione. Qui siamo invece a cavallo tra franchismo e avvento di una democrazia che, però, risentiva ancora molto del regime dittatoriale nelle forze di polizia e nelle istituzioni. La canzone  finale è semplicemente da brivido: la lotta tra il gallo nero e il gallo rosso, ci dice quanto quella vicenda sia – sotto nuove condizioni – ancora attuale. Nell’incontro con il pubblico a fine film, il regista Barrena, ha svelato molti retroscena, aspetti e contenuti della sua opera, attraverso un racconto fatto di anche di irresistibili battute e ironia trascinante. A fine serata e prossimi ormai alla mezzanotte, cerveza fria, birra fredda offerta dal Festival. La birra di ottima qualità, precisiamo, è compresa nel baglietto d’ingresso d’ogni film. Il film è riprogrammato dal Festival domenica 11 maggio, alle 16, sempre al Cinema Barberini. Vincitore di 5 premi Goya 2025.

Il primo film nella programmazione de La Nueva Ola, però, è stato nel pomeriggio, alle 17. Agarráme fuerte, Stringimi forte, delle uruguaiane Anna Guevara e Letizia Jorge. Un delicato film al femminile che dal funerale di una giovane amica a Montevideo, si trasferisce sulla costa, in una piccola casa, con la porta sempre aperta, vicino alla spiaggia. È la memoria, l’immaginazione di Adela che rivà ai giorni della semplice, disadorna felicità fatta del niente materiale, ma del tutto di sorellanza, tra tre donne e il bambino di una di loro. Essenziale, poetico, quasi striminzito, ma di grande sensibilità emotiva. Il film è riprogrammato venerdì 9 maggio, alle 15.30, al Cinema Barberini. Vincitore del Premio Nora Ephron all’ultimo Tribeca Film Festival.

Las Perlas, così si chiama una sezione particolare del Nueva Ola. Sono opere iberiche di grande valore cinematografico precedentemente visti in altri festival, o anche in sale italiane, ma da riproporre perché magari sfuggite al grande pubblico. Uno di questi titoli è Polvo serán, di Carlos Marqués-Marcet, già visto alla Festa del Cinema di Roma. Un film narrativo originariamente nato come documentario sulla storia vera di una coppia che si reca in Svizzera per un comune suicidio assistito. E li conserva ancora i tratti di un documentario di forte luminosità, nonostante, anzi, proprio a  causa del tema, proprio perché svela – fin nei più piccoli dettagli – come il tutto realmente, realisticamente avviene, in un quello che potremmo definire un protocollo di disinnescante tranquillità. Il lato narrativo, però, offre una dimensione di racconto cinematografico rara, perché unisce la vicenda umana a inserti di vorticante spettacolo di danza e canto, essendo la protagonista una vedette teatrale. Alla prova di un tema così vertiginosamente esistenziale, Angela Molina ci dona una prova d’attrice raramente raggiunta prima nella sua carriera. Fino all’inquadratura ultima, postrema, il suo viso, i suoi occhi immobili, semiaperti non smettono di dirci: “Sono sempre qui”. Alla fine del film, incontro con la montatrice italiana Chiara Dainese, vincitrice per questo film del Premio Gaudi. Polvo serán, produzione italo-spagnola, vince il Premio Migliore Attrice Protagonista alla Festa del Cinema di Roma 2024. Gli altri due titoli della sezione Las Perlas:  giovedì 8 maggio, alle 18.45, The sleepers. El Caravaggio Perdido, di Alvaro Longoria, sospendente documentario italo-spagnolo su un quadro del grande artista ritrovato a Madrid,Ecce Homo, e restaurato da italiani, ora esposto a Roma a Palazzo Barberini. Venerdì 9 maggio, sempre alle 18.45, Querido Trópico, di Ana Endara, film colombiano ambientato a Panama, sull’inedita amicizia tra la ricca imprenditrice Mercedes e la sua badante immigrata Ana Maria. Solidarietà umana che cresce gradatamente e garbatamente, intrecciandosi nei gesti della quotidianità e nella poeticità del reciproco profondo ascolto.

Riccardo Tavani

 

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