Due milioni di famiglie in povertà

La povertà avanza, continua la sua strada senza soste, miete famiglie. Migliaia di famiglie. Milioni di famiglie italiane. La povertà è un mostro che toglie i germi di prima necessità, che limita le cure sanitarie, che limita la scuola. Spesso non le limita ma le annienta.

Il report di Alleanza contro la Povertà, illustra, con dati chiari, una situazione critica, che ha superato la soglia della sopravvivenza. Un bambino su sette è in condizioni di privazioni. Luca Mazza su Avvenire descrive bene il report di Alleanza contro la Povertà, che lancia un grido d’allarme alla politica nazionale. Il quadro che emerge dal documento è ulteriormente peggiorato, “…numeri alla mano, la povertà non arretra. Anzi, è un fenomeno che cresce in modo multiforme. Anche perché i partiti sono rimasti in gran parte Sordi alle sollecitazioni e alle richieste di intervento avanzate negli anni dall’Alleanza”. Il report ci dice che 2,2 milioni di famiglie pari a 5,7 persone, in pratica una persona su dieci, vive in povertà assoluta. Tra queste 5,7 milioni ci sono 1,3 milioni di minori. Quasi un bambino su sette in Italia cresce in condizioni di privazione materiale grave. Sono colpite soprattutto le famiglie numerose, quelle monogenitoriali e quelle con almeno un componente straniero.

Ma qualsiasi famiglia, anche quelle oggi tutelate, possono cadere nel baratro della povertà assoluta, con tutto quel che ne consegue.

Il documento non si limita a denunciare una situazione intollerabile, ma suggerisce anche azioni di urgenza da applicare subito unite a azioni di medio e lungo periodo. Invertire la rotta è possibile se da subito si applicano interventi decisi e strutturali, per migliorare le condizioni di vita, delle famiglie che vivono in povertà assoluta. Interventi come l’estensione del Reddito di cittadinanza per chi è rimasto escluso, o comunque il ritorno a una misura universale. Una delle otto proposte effettuate dalla Alleanza, che sicuramente se raccolte dal mondo politico possono far uscire le famiglie dall’incubo della privazione. C’è anche la richiesta di rivedere in profondità le misure esistenti e costruire un sistema equo e coerente con i principi costituzionali di giustizia sociale.

Claudio Caldarelli – Eligio Scatolini

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