Cop 30, un vertice per accoppare i ragazzini

Ragazzini: figlie, figli, nipoti di un mondo che stanno scaraventando all’inferno. Respinti dalla polizia, gli attivisti dei popoli amazzonici che hanno provato a fare irruzione nella conferenza sul clima a Belém, Brasile, lo hanno detto inequivocabilmente: “Siete i rappresentanti di chi ci sta distruggendo, inquinando, razziando terre, acque e coltivazioni”. Proprio in Brasile e in tutta l’America Latina è in atto un vasto spossamento e appropriazione illegale di terre da parte dei grandi latifondisti, ai fini di massicce coltivazioni agroindustriali inquinate e geneticamente modificate. Lo dimostra drammaticamente il film documentario della regista italo-paraguayana Anna Recalda Miranda Green in the new red. Non solo brutale e illegale appropriazione di terre pubbliche e di indios, ma anche torture, assassini, rapimenti di attivisti, e gassificazioni, avvelenamenti, attentati alla salute di piccoli coltivatori con aeroplani da irrigazione riempiti di sostanze tossiche. Sotto altre forme è la continuazione del criminale Piano Condor, diretto e attuato al tempo dagli Usa attraverso le dittature latino americane da essi stesse instaurate a suon di golpe militari e uccisioni, sparizioni di massa. In Paraguay, dopo l’ultimo golpe parlamentare, che ha estromesso nel 2012 il legittimo presidente Fernando Lugo, si è rapidamente estesa una vera e propria immane Repubblica della Soia, attraverso la coltivazione intensiva – e fuori di ogni controllo ambientale – di terre acquisite illegalmente e anche violentemente. In Brasile, addirittura, hanno inventato un sistema di anticatura, invecchiamento rapido dei documenti, chiamato grillagem. Si tratta di redigere titoli e contratti cartacei falsi, metterli per un periodo in scatole con dei grilli dentro e questi risulteranno risalenti a cinquanta, cento anni prima. Il titolo del film, Green is the new red, significa che gli ambientalisti sono additati come i nuovi comunisti del tempo della Guerra Fredda, ossia quali terroristi da eliminare con tutti i mezzi dalla ex Lega Mondiale contro il Comunismo, WACL, che oggi ha preso il sorprendente nome di Lega Mondiale per la Libertà e la Democrazia (WLFD). È veramente il Plan Condor 2, e – insieme – una riedizione della vecchia dottrina politica americana denominata Big Stick, il grosso bastone.

Se questo può impunemente e senza alcun efficace contrasto avvenire anche in Brasile, dove oggi è tornato un governo e un presidente democratico, ossia Lula da Silva, immaginiamo cosa può avvenire sotto l’incalzare del neo impero trumpiano. Di fatto al vertice Cop 30 di Belém, alle porte dell’Amazzonia, sono presenti più di 1600 lobbisti del settore dei combustibili fossili. Una delegazione che supera di gran lunga quella di qualsiasi altro paese per numero di badge. Questi rappresentanti delle aziende più inquinanti del mondo e maggiori responsabili della diffusione dei gas serra, partecipano direttamente alle trattative sulla definizione degli obiettivi, dei modi e dei tempi, nonché delle deroghe al loro raggiungimento.

I due principali obiettivi di Cop 21, Parigi 2015, sembrano ormai mere chimere. Il mantenimento della temperatura globale del pianeta sotto l’1,5°, rispetto ai valori pre-industriali; e l’aumento del sostegno finanziario dei paesi ricchi per uno sviluppo ecologico di quelli più poveri. La crescita delle emissioni clima-alteranti nelle zone ricche è inversamente proporzionale al precipitare del loro impegno economico. A fronte di 1.300 miliardi di dollari necessari, si arriva a stanziarne al massimo 300. Ossia mancano 1.000 miliardi, ammesso poi che quei 300 vengano poi realmente versati. Una cupola di implacabili estrattori planetari, che hanno l’obiettivo di sventare l’adozione di qualsiasi misura seriamente green, limitandosi al massimo al camouflage, il camuffamento del green-washing, del lavaggio di facciata della loro politica di rapina economica e ambientale. Una politica che andrebbe ormai apertamente denunciata per quello che principalmente è: un crimine di guerra per il profitto contro l’umanità, Madre Terra Natura e per accoppare fin dalla culla i suoi futuri ragazzini di ogni specie umana, animale, vegetale e minerale che sia.

di Riccardo Tavani

Foto: Isabela Castilho / COP 30 Brasil.

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