Il patriarca di Gerusalemme Pizzaballa: “È tempo di fermare questa guerra, questa violenza insensata”

La guerra a Gaza, il conflitto in Terra Santa, le stragi, i bambini morti, la fame, la sete, l’odio tra i popoli, la distruzione di scuole e ospedali, il tutto condannato apertamente e chiaramente dal patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierluigi Pizzaballa. Parole forti, che hanno un peso sulle coscienze dei cattolici, dei cristiani, dei mussulmani e degli israeliani. Il patriarca lancia un appello per la pace in medio-oriente, condannando gli atti di atrocità che si commettono sugli innocenti, sui civili.

“La coscienza e il dovere morale mi impongono di affermare con chiarezza che quanto avvenuto il 7 ottobre scorso nel sud di Israele, non è in alcun modo ammissibile e non possiamo non condannarlo. Non ci sono ragioni per una atrocità del genere. Si, abbiamo il dovere di affermarlo e denunciarlo. Il ricorso alla violenza non è compatibile col Vangelo, e non conduce alla pace. La vita di ogni persona umana ha una dignità uguale davanti a Dio, che ci ha creati tutti a Sua immagine…la stessa coscienza, tuttavia con un grande peso sul cuore – scrive il cardinale Pizzaballa- mi porta oggi ad affermare con altrettanta chiarezza che questo nuovo ciclo di violenza ha portato a Gaza oltre cinquemila morti, tra cui molte donne e bambini, decine di migliaia di feriti, quartieri rasi al suolo, mancanza di medicinali, acqua, e beni di prima necessità per oltre due milioni di persone. Sono tragedie che non sono comprensibili e che abbiamo il dovere di denunciare e condannare senza riserve. I continui pesanti bombardamenti che ogni giorno martellano Gaza causeranno solo morte e distruzione e non faranno altro che aumentare odio e rancore, non risolveranno alcun problema, ma anzi ne creeranno dei nuovi. È tempo di fermare questa guerra, questa violenza insensata”.

Le parole del patriarca di Gerusalemme sono un urlo disperato, un richiamo a restare umani, ma è un grido che nessuno dei potenti della terra ascolta. L’indifferenza dei governi, escluso qualche eccezione come la Spagna, è spaventosa, si tappano le orecchie e più di tutto chiudono gli occhi per non vedere. Ma le popolazioni europee, Italia in testa, manifestano riempiendo le piazze, contro il genocidio in atto. Gli studenti sono in corteo, i lavoratori scioperano, c’è un sentimento comune di gente, che ascolta le parole del cardinale Pizzaballa. Le manifestazioni per la pace ci sono tutti i giorni e continueranno, per fermare l’atrocità  in atto, per dire e ribadire con forza: restiamo umani.

Claudio Caldarelli

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