NICOLA PUCCI: PRIMO APPUNTAMENTO DELLA “SCUOLA ITALIANA” 

NICOLA PUCCI

PRIMO APPUNTAMENTO DELLA

“SCUOLA ITALIANA”

LA PITTURA CONTEMPORANEA E IL SUO SPIRITO CIRCOLARE NEL TEMPO STORICO

 A PALAZZO MERULANA sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi

3 aprile -5 luglio 2026

di Silvia Amadio

Il messaggio è forte e chiaro: fiori non spade, amore non odio, pace non guerra, condivisione non invidia, questi tra i tantissimi temi toccati dall’artista.

Fare una lunga chiacchierata con il protagonista di un evento come l’esposizione dei suoi quadri, in un particolare contesto come la SCUOLA ITALIANA, non è una cosa così scontata come si potrebbe pensare. Nicola Pucci invece ci ha stupito ed ha dedicato tutta la sua attenzione alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa inaugurale, regalandoci delle chicche che ci hanno dato modo di comprendere a fondo la sua creatività ed il suo modus operandi. L’artista palermitano, ci ha deliziato con i racconti inerenti alla creazione delle sue opere, ci ha spiegato da dove sono nate, quale è stato il motivo che ha scatenato la sua fantasia, perché quel particolare ha attirato la sua attenzione, come ha fatto a coinvolgere i modelli e le modelle spiegando loro quale atteggiamento dovevano assumere. Assolutamente originale è poi il modo con cui ha composto le foto dalle quali ha poi tracciato le linee sulla tela, linee che si sono trasformate in quadri dando sfogo alla fantasia e alla ricerca tecnica. Gran parte dei suoi quadri nasce da fotografie che lui scatta quando sente l’urgenza creativa, ad esempio la nipotina che salta con le braccia verso l’alto diventa il soggetto del quadro contro la violenza sugli animali, in cui un torero inginocchiato mostra il suo pentimento mentre la bimba saltando pone un vaso di fiori sulla schiena del toro che sta puntando il torero.

La sua intenzione è quella di scavalcare la linea del reale visibile, tendendo all’invisibile. I suoi collage richiamano spunti di fisica quantistica con i loro linguaggi fuori da schemi spaziotemporali. Nessuno avrebbe potuto immaginare che Pucci abbia intenzionalmente potuto organizzare una performance sulla spiaggia di Mondello, chiedendo ad una signora lì vicino di sgrullare il proprio telo mare in aria alzando una nuvola di sabbia, mentre un paio di muscolosi atleti con la cuffia da nuotatori si posizionavano nella posa del tuffo di partenza nelle vicinanze di un trampolino da piscina che ha preso le sembianze di un lettino da spiaggia. Eppure, lui lo ha fatto, ha chiesto alla signora con il telo e agli atleti di posizionarsi in modo da essere fotografati.

Un mix di scatti separati che con il giusto tempo e la giusta concentrazione l’artista ha poi rimodulato con estro e fantasia, legandoli con una creatività unica e geniale, in modo da farli diventare un’opera di incredibile originalità.

Pucci crea, trova dei ganci che non manca di acchiappare al volo, da scene che muovono la sua fantasia, che scatenano la sua creatività. Dalla realtà parte l’idea per un dipinto ed ecco che lui subito prende la macchina fotografica o addirittura il cellulare se ha urgenza di cogliere quell’attimo, scatta, compone collage con l’immaginazione, crea delle figurazioni narrative spiazzanti rispetto al codice del reale, rendendo visibili su tela immagini e immaginazioni oniriche lontane dai parametri di spazio e tempo (i cavallerizzi che entrano al galoppo nel vagone della metropolitana ne sono un esempio).

Il progetto artistico è quello di cogliere il nesso tra le opere della collezione permanente Cerasi e quelle degli artisti contemporanei, creando un confronto basato su similitudini, luoghi comuni, rimandi, nel tentativo di mostrare un rapporto dialogico circolare che richiama la forza e l’unicità degli artisti italiani e che evidenzia il nostro genoma legato alle arti in generale. Una italianità che ci rende l’eccellenza nel mondo, dal ‘300 sino ad oggi senza rivali, ci racconta il curatore della mostra Gianluca Marziali , un lavoro interstiziale di opere di artisti viventi che dialogano con le opere della scuola italiana che racconta la connessione tra le opere affiancate. Marziali direttore artistico del museo SAM (Street Art Museum) ha ideato questo percorso in modo da associare le opere di Pucci (primo dei vari pittori che saranno coinvolti in questo progetto) alle opere della collezione permanente.

 “L’enigma dei grattacieli” di De Chirico dialoga con la “Cabina magica” di Pucci

Fotografie di Silvia Amadio

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