Musica ribelle

ribelle. Musica sociale. Musica di lotta. Musica d’amore. È musica che ti entra nella pelle, ti fa alzare il pugno e ti fa ballare. Questo è tanto altro ancora sono i Gang. I fratelli Severini, Marino e Sandro, sul palco della Rocketta, di Marco Canistra, a Fiano Romano, si sono esibiti venerdi 24 maggio, tra gli applausi del pubblico, molto numeroso, da sold-aut. La prima serata del Folkstudio giovani, organizzata da Luigi Grechi, in provincia. Lo stesso Luigi entusiasta del successo di pubblico, ha annunciato che ci saranno altre serate di musica folk qui al parco Martin Richard.

Una serata magica, sotto le stelle, rese più luminose dalla voce di Marino  e dal sound di Sandro. Tutto si incastra alla perfezione, anche la girandola alle spalle dei musicisti, sembra essere mossa non dal vento ma dalla incisività rivoluzionaria dei testi. Così le lucine alle spalle dei Gang sembrano in sintonia con l’armonia delle chitarre. Battimano e cori, gli spettatori sono attivi, partecipano e accompagnano le canzoni. Un pubblico di affezionati del fratello Severini. Molti li seguono nei loro numerosi tour. Anche la mia amica Cristina che non vedevo da anni, l’ho ritrovata sotto la scia dei Gang, una bellissima sorpresa. I concerti servono anche a questo: a ritrovarsi dopo anni.

In apertura, Luigi Grechi, ha presentato le ragazze e i ragazzi dell’open mic, che si sono avvicendati sul palco, cantando le loro canzoni e suonando le loro musiche. Cantautorato italiano che cresce e si misura con il pubblico, grazie alla opportunità di esibirsi messa in piedi da Luigi, instancabile e presente fin dal primo pomeriggio a notte inoltrata.

I Gang sono la storia delle lotte operaie, rivoluzionarie, sindacali, di liberazione, sono la storia che continua tra utopia (quella bella che fa bene al cuore) sogno e impegno antifascista. Si, loro, i fratelli Severini ci riportano alla mente Che Guevara, ma anche il sub comandante Marcos, o la Palestina, o i disoccupati o gli sfruttati. Canzoni forti, contagiose, una volta imparate di va di ricantarle e ricantarle per sentirti solidale con una mondo vero e reale, ma sul quale nessuno si sofferma.

Raccontano con le canzoni, storie a volte dimenticate, dipingono con voce e corde una Italia di briganti, terroristi,profeti, filosofi, martiri, mafiosi, camorristi, contestatori e operaie/i che lottano o occupano fabbriche.

Il finale è in crescendo, gli applausi e il tempo scandito con il battimani, fondono la voce e le chitarre, con il respiro e il battito del cuore del pubblico. Un unico organismo, modellato dalla notte stellata resa viva e sanguigna dai Gang che ci hanno regalato, la speranza di una nuova alba da conquistare con il pugno alzato e l’impegno nella lotta di liberazione da qualsiasi fascismo e schiavitù.

Claudio Caldarelli

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