Essere amore

“Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia. Non c’è un destino biologico e psicologico che definisce la donna tale. Tale destino è la conseguenza della storia della civiltà, e per ogni donna la storia della sua vita”. Simone de Beauvoir.

Essere donna è essere amore. Amore. Senza aggettivi aggiunti. Essere amore diventa un percorso spirituale sul sentiero del cuore. Un sentiero di libertà e liberazione dall’amore “tossico” che avvelena l’animo e uccide lentamente giorno dopo giorno. Rapporti di prigionia per le donne, il più delle volte celano delle vere e proprie dipendenze affettive e si basano su rapporti disfunzionali che ci tengono legati per troppo tempo a persone sbagliate. Sono legami che anziché donare benessere, generano insoddisfazione, ansia e prosciugano le nostre energie.

Questo ci racconta Gloria Zarletti nel suo spettacolo alla Cappella Orsini di Roma, ospite della Fondazione Lucifero, accompagnata da Maria Pia Tanturli, Andrea Vasone e dalla bellissima voce di Alessandro Camilli.

Recitano “Amor e Psycho, un viaggio nel tempo, dalla mitologia ai giorni attuali, dando voce al dolore e alla violenza subita, in particolare dalle donne, altrimenti dimenticate, o obliate dentro luoghi comuni definiti come “amori con aggettivi” Che amori non sono. L’amore non uccide. L’amore non violenta. L’amore è essere amore.

Le storie interpretate, invece ci riportano alla mente eventi tragici, che nascondono pulsioni omofobe, assassine, patriarcali, maschiliste e tanto altro ancora. La manipolazione della identità delle donne, a volte anche degli uomini, genera e risveglia il mostro del conflitto quotidiano che mina l’altro nel profondo.

Una recitazione intensa, profonda, segnata da momenti di emozione palpabile, visibile negli occhi commossi di Gloria, o nella voce suadente di Maria Pia, oltre alla perfezione interpretativa di Andrea Vasone.

La Cappella Orsini è un luogo magico ed esoterico, dove l’energia dei presenti si fonde con le storie per ridare voce a persone che a cui la voce è stata tolta in modo violento e brutale.

Un dialogo tra amiche d’infanzia, basato sui ricordi e sul loro essere state bambine, per approdare a riflessioni sulla condizione femminile e delle donne. Un dialogo sull’Amore, quello vero, sentito, respirato, che non vuole aggettivi,  ma solo essere vissuto liberamente e pienamente. Un dialogo anche tra donne e uomini, perché il non amore, mascherato d’amore, uccide anche ragazzi ventenni, con la complicità della ragazza amata.

Relazioni malate, che cercano di possederti, ignorando chi sei, ti tolgono il respiro, ti affondano, ne sei consapevole ma non riesci ad uscirne. Il dialogo di Gloria con Andrea e Maria Pia fa riflettere il pubblico sulla quotidianità spesso mascherata di un amore inesistente, riportando al centro l’essere amore, quello gioioso con le farfalle nello stomaco. Liberarsi dalle emozioni negative, da comportamenti manipolatori, spiacevoli, giudicanti. Liberarsi di chi vuole controllarti per soffocarti l’anima.

Essere amore, dice, con la voce tremante d’emozione, Gloria Zarletti, è prendersi cura dell’altro. È tenersi le mani, guardarsi negli occhi, commuoversi, condividendo la luna piena, il tramonto, e la quotidianità fatta di piccole cose. Amore è essere amore, senza aggettivi superlativi.

Claudio Caldarelli

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