Amiche Mai
Dopo vent’anni d’assenza Maurizio Nichetti torna sul set e sugli schermi cinematografici. Ci torna con un film che gli costa – tra una cosa e l’altra – cinque anni di lavorazione. Subito pone ancora prima del racconto un back stage, un dietro le quinte. Ma lo fa al passo con i social media. Due ragazze appaiono sul display di un telefonino, dicendoci che hanno attivato un sito che ci racconterà passo passo l’andamento del set e delle riprese. Lo stesso regista vi appare, salutandoci e scappando, trascinato via dalle sue urgenze registiche.
Alla veterinaria Anna Ricca muore il padre che era assistito dalla badante turca Aysé. Nel testamento l’uomo lascia tutto a figlia e nipote, e solo un vecchio letto con spalliera ornamentale alla badante. Quest’ultima vuole tornare in Turchia, trascinandosi dietro il vecchio letto. Anna, nonostante l’antipatia per la badante, si lascia convincere ad accompagnarla in patria, montando il letto sul suo pick-up giallo. Anche perché così potrà passare in Bulgaria dove lavora suo marito Angelo. Il viaggio è imperniato sul meccanismo della classica coppia a contrasto caratteriale, di cui la storia del cinema è piena (tra gli ultimi e belli Green Book, 2019). Nichetti imbastisce bene le situazioni che si dipanano durante il viaggio e rispondono bene le due protagoniste, Serra Yilmaz e Angela Finocchiaro. Quest’ultima ha scritto anche il copione del film insieme a Maurizio Nichetti.
A tratti, mentre la storia si dipana, continuano ad apparire il display dello smartphone con le due ragazze sul sito social, che spiegano andamento, difficoltà delle riprese e numero crescente di visualizzazioni e follower. Gli ostacoli a un certo punto aumentano: sono drammaticamente di carattere ambientale, climatico. Ne parlano anche i telegiornali di tutto il mondo. Così che il back-stage prende il sopravvento sullo stage, sulla scena vera e propria. E il film diventa occasione di denuncia civile, anche attraverso adeguate immagini con effetti digitali, riguardo questi temi incombenti sul nostro pianeta. Non solo, ma abbreviando, attraverso questo escamotage del fuori scena, il filo narrativo si arriva rapidamente al finale. E anche qui il regista introduce una nota di alto e commovente valore civile, basandosi, però, su situazioni realmente esistenti.
Musiche: Carlo Siliotto. Distribuzione: Paco Cinematografica. Durata: 90 minuti.
Riccardo Tavani

