INVISIBILI
di Silvia Amadio
Ambra Principato è la regista di questo film che racconta una storia di “presenze” tutt’altro che invisibili. Autrice del soggetto e della sceneggiatura, la Principato affronta con estrema competenza le misteriose dinamiche della visibilità di alcune anime smarrite.
Come in “Sesto senso” la trama racconta di Tommy (l’attore Justin Korovkin) un ragazzo appena trasferito in paese che entra in contatto con Elise una ragazza di cui occupa il banco. Intreccia con lei un’amicizia segreta dapprima incerta, poi con il passare dei giorni sempre più profonda. La vede in classe che reclama il suo banco, al campo sportivo durante le partite di basket, Lei sembra libera di non dover frequentare la scuola e anzi spesso lo conduce a passeggiare con lei, oppure lo porta a a casa sua dove suona una straziante melodia incompiuta al pianoforte. Talvolta lo spinge a seguirla in un luogo molto pericoloso nei pressi di un alto ponte pericolante. Molte le storie che si intrecciano nella classe di Tommy, un gruppo di ragazzi di una cittadina di provincia con i loro drammi ed i loro segreti, episodi di bullismo, incomprensioni familiari, un amore che potrebbe nascere con Sara altra compagna di classe molto legata a Elise. Il film ha come protagonista la bravissima Sara Ciocca che interpreta Elise una ragazza triste, incompresa e al contempo irascibile, dal carattere difficile che non va d’accordo con nessuno tranne che con Tommy, almeno sembra, all’apparenza. Il legame con suo padre ha delle gravi lacune, sente la mancanza di amore e di comprensione, tanto che in alcuni momenti il suo sguardo tradisce una negatività tangibile, la sua voce in alcuni frangenti rivela un terribile segreto, una presenza nascosta. Elise non trova pace, è un’anima in pena in cerca d’aiuto, dentro di lei c’è qualcosa che non va.

La storia è ambientata in una cittadina di provincia che si intravede su in alto, alzando lo sguardo, arroccato sul monte, un paesello piccolo, chiuso tra le nuvole e ostile, visibile in lontananza quando Elise e il suo amico Tommy scendono a camminare sfidando la morte sull’ antico ponte. Ma la morte è già presente ed è questo il messaggio nascosto nell’opera della Principato, solo che non tutti riescono a rendersene conto e a percepire i segnali lanciati da chi è ancora legato alla materia e non riesce a liberarsene . Probabilmente la regista conosce bene le misteriose vie della medianità e della comunicazione fra le diverse dimensioni della nostra esistenza multidimensionale, la conosce così bene che riesce a rendere chiaramente l’idea di queste “comunicazioni”, in un linguaggio cinematografico preciso ed esauriente (per chi sa intendere). Finalmente la presenza del padre di Elise che, grazie all’intervento di Tommy, ritorna nella sua vecchia casa abbandonata da tempo, ricucirà lo strappo temporale e spirituale nella ragazza, la aiuterà permettendole di completare sia la melodia al pianoforte che il suo cammino verso la luce.

