Esistere non basta

Granelli di nostalgia, come sabbia, ti restano sulla pelle un po’, poi si illuminano, trasformano quel senso di malinconia, in ironia di vivere. Così, la speranza si veste delle parole, veri e propri versi di una poesia d’autore. Domenico Scardamaglio, in arte Scarda, domenica sera si è esibito in concerto da Mayda a Monterotondo, trasformando il locale in un tempio del cantautorato d’eccellenza, così come lo sono i gestori, Pamela e Daniele, che ti accolgono facendoti sentire a casa. Ti coccolano con i loro vini pregiati, la birra di qualità e il cibo stellato. Tutto in linea con la migliore musica che propongono ad un pubblico attento e soddisfatto, che partecipa, applaude e canta “…distrutto” facendo il coro con Scarda.

L’amore, sempre costante, sia esso di quartiere nei “palazzi gialli” che nel “sorriso” della persona amata che ora non c’è più. Tutto torna e tutto si incastra nelle note e nella ritmica della chitarra, in grado di generare emozioni altrimenti sopite. L’umiltà della mimica, la gestualità misurata, la timbrica della voce, sono come le nuvole, un lenzuolo che cambia forma. Ci sono, sempre, ma mai uguali a se stesse, in continuo movimento, ti rigirano come un calzino spaiato, per poi riabbracciarti dentro un affetto emotivo in cui l’amore, passato, presente e futuro, sono la costante di un viaggio iniziato, ma che non avrà fine.

Prima del concerto di Scarda, qui al Mayda, Pamela e Daniele con Giuseppe Bellomo, organizzatore dell’evento, hanno dato la possibilità di esibirsi con tre aperture di altissima qualità a: Leonardo Ferilli in arte Leof, Lorenzo Spinato in arte Prof. Spinato e Centherbe, che hanno cantato tre loro canzoni, di contenuto e spessore, che riascolteremo molto presto.

Subito dopo, Scarda, che da Vibo Valentia approda alla colonna sonora di “Smetto quando voglio”. Lui, Scarda, che inizia con gli open-mic e con le serate Spaghetti Unplagged, per poi “Mettere i piedi sul cruscotto” proseguendo con “Tormentone” e “Bomboniere”, tre dischi da ascoltare non solo in macchina, ma con le cuffie condivise con l’amica o la ragazza del cuore. Scarda si ascolta insieme, per provare a respirare a pieni polmoni, quella aria fresca e frizzante, che ci scrolla di dosso la malinconia di vivere per farci riabbracciare la voglia di vivere.

Esistere non basta!!! Siamo molto di più di una vita grigia e demotivata. Scarda ci ricorda questo, nei suoi testi, lasciando trasparire tutto ciò che altrimenti ci viene negato. Riesce, Scarda, non solo ad aprirci gli occhi, ma a farci sentire ciò che realmente siamo: persone che amano, consapevoli che esistere non basta. 

di Claudio Caldarelli  

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