Chi promuove la guerra va scomunicato

“L’appello di Papa Leone contro la guerra è stato coraggioso e realistico…come comunità cristiana saremo lievito di speranza. La tregua di Hormuz? Non mi fido dell’Americano, questa mi sembra solo la pace dei petrolieri”. Così l’arcivescovo Ricchiuti di Pax Christi, su Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani.

Se l’Americano giunge a dichiarare che una civiltà sarà cancellata dalla storia dell’umanità, ecco, siamo alla follia. Bene ha detto Leone XIV: inaccettabile. Dichiarazioni di questo tenore, prosegue l’arcivescovo Ricchiuti, sono inaccettabili nella forma e nella sostanza. Il Papa è coraggioso.

Alla domanda: perché lo chiama l’Americano? L’arcivescovo Ricchiuti risponde: “Chiamare per nome è riconoscere l’umanità di qualcuno. Chi parla così è innominabile. Che nome ha chi parla così? Dobbiamo amare l’uomo Donald Trump ma anche dire la verità sull’Americano che sta distruggendo il mondo.

Il Papa si è rivolto ai cattolici impegnati in politica, dicendo che devono promuovere la pace. Il magistero dei Papi è chiaro. Un cattolico se promuove la guerra, vende armi, distrugge, ecc. andrebbe scomunicato. In Pax Christi è in corso un’esplorazione teologica in questo senso….ritengo che l’impegno per la pace o è concreto oppure, come diceva don Tonino Bello, non si può ridurre a un vocabolo, deve essere un vocabolario di cui cercare la concretizzazione ogni giorno, ritrovando il senso antropologico, oltre che cristiano, di una società rispettosa della vita dei poveri. Fructum iustitiae pax. La pace è frutto di giustizia. Il frutto è qualcosa di concreto.

Papa Leone XIV ai vescovi caldei il 10 aprile scorso: “Il mondo è segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dalla avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato”.

di Claudio Caldarelli

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