Il Papa: “Dio straziato dalle guerre, non sta con i prepotenti”

Donald Trump attacca Papa Leone, il primo Papa americano e dice: “Non sono un suo grande fan”: è un “debole e pessimo nella politica estera. Preferisco di gran lunga suo fratello Louis che è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”, e continua “Se non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe pontefice”, parole dure che hanno provocato reazioni in ambito sia politico che ecclesiastico. Papa Leone ha risposto “Non mi fa paura, e non voglio aprire un dibattito” e poi “Non sono un politico: smettiamola con le guerre!”, ha spiegato il pontefice ricordando di parlare del Vangelo “continuerò a farlo ad alta voce” contro i conflitti.

In un mondo segnato da conflitti sempre più devastanti, Papa Leone fa sentire con forza la sua voce contro le guerre e ogni forma di sopraffazione. Le sue parole rappresentano un richiamo potente alla coscienza collettiva e alla responsabilità morale dei popoli e dei leader.

Il Pontefice denuncia una realtà in cui la violenza sembra spesso prevalere sul dialogo. Dai fronti aperti in Ucraina fino alle tensioni drammatiche a Gaza, in Libano e ora il conflitto con l’Iran, il prezzo più alto viene pagato da civili innocenti. Famiglie distrutte, bambini privati del futuro, intere comunità costrette a vivere nella paura a cui si aggiunge una crisi economica senza precedenti.

Dio non può essere invocato per giustificare la guerra o la violenza. Al contrario, la fede autentica si schiera sempre dalla parte delle vittime, dei deboli, di chi soffre. Non esiste guerra giusta quando a morire sono gli innocenti, e il Pontefice dice dall’Algeria, dove è in visita, “Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili e con loro porta avanti il suo regno d’amore e di pace, giorno per giorno”.

Le parole del Pontefice suonano anche come un monito per i potenti della Terra. Chi detiene il potere politico ed economico ha una responsabilità enorme, scegliere la via del dialogo, della diplomazia e della pace, invece di alimentare conflitti che generano solo distruzione.

Il messaggio del Papa è rivolto non solo ai governi, ma anche ai singoli cittadini. Ognuno è chiamato a costruire la pace nel proprio quotidiano, rifiutando l’odio, promuovendo la solidarietà e riconoscendo nell’altro un fratello, non un nemico.

di Eligio Scatolini

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