Sesso e potere: sotto la pelle della Costituzione
L’esplosione del Caso Minetti, al momento ancora in via di deflagrazione, riconduce a qualcosa di antico, se non addirittura di arcaico, che continua a scorrere sotto l’epidermide della nostra civiltà politica e giuridica. Condannata definitivamente a 2 anni e 10 mesi, per favoreggiamento della prostituzione, patteggiando poi un’ulteriore pena di 1 anno e un mese per peculato, Nicole Minetti, fedelissima di Silvio Berlusconi al tempo delle sue cene eleganti, o Bunga-Bunga, chiede e ottiene da Mattarella il provvedimento di Grazia, per la pena complessiva di 3 anni e 11 mesi, senza, però, aver scontato neanche un giorno in galera o agli arresti domiciliari. Lo stesso Presidente della Repubblica, però, ora chiede spiegazioni al ministro di Giustizia Nordio, riguardo l’attendibilità dei dati fornitigli, sulla scorta dei quali ha firmato l’atto di clemenza. Un’inchiesta del Fatto Quotidiano, condotta dal giornalista Thomas Mackinson, ha portato rapidamente in superficie cose sconvolgenti. La Procura di Milano, che ha steso il primo rapporto, ma limitando la sua indagine al solo territorio nazionale, ora deve estenderla a tutto il piano internazionale, con particolare riguardo all’Uruguay, occhio del ciclone di molti elementi a dir poco strani, se non proprio inquietanti. Minetti minaccia sfracelli di denunce contro tutti e tutte, ma la domanda è se la Grazia possa essere revocata o – addirittura – risultare nulla, fondandosi la sua concessione su dati, se non falsi, palesemente incompleti. Al momento, però, a noi interessa di questa vicenda soprattutto, e non diversamente al solito – il sottosuolo.
La Legge è tale proprio perché sotto la superficie visibile della società agiscono forze e pulsioni sotterranee che conducono inevitabilmente alla situazione originaria di Homo homini lupus, “L’uomo è lupo per l’altro uomo”, sintetizzata dal filosofo seicentesco Thomas Hobbes, ma che percorre tutta la storia del pensiero occidentale fin dall’antichità. Tra queste forze non ci sono solo quelle della violenza nuda e brutale, della prepotenza, del dominio dispotico, del potere di sopraffazione e asservimento dell’altro, nemico o amico che sia. No, c’è anche quella della seduzione, della fascinazione erotica, del sesso, di una sottomissione, consensuale o meno, ma sempre al fine di asservimento, schiacciamento, annichilimento dell’umano. Nel suo romanzo biografico Santa Evita, 1995, lo scrittore Tomás Eloy Martinez dice che la prima cellula di ogni potere nasce nell’intimità di un’alcova. E tutta la vicenda di Evita Perón non è altro che il trasferimento di quel primo embrione di potenza dal letto del Generale argentino sedotto e ridotto a sé a tutta la nazione, pretenziosamente anche dopo la morte.
I sistemi di potere – soprattutto dittatoriali – hanno sempre fabbricato mastodontici apparati di seduzione e propaganda, cuciti a doppio filo con quelli di polizia e brutalità repressiva, perché gli uni sono la faccia, il risvolto inseparabile dell’altro. La seduzione del potere verso le masse è, infatti, finalizzata via via al condizionamento, sottomissione, stupro, distruzione completa della sfera della libertà di scelta e di pensiero personale e collettiva. Discende direttamente da questa oscura e ben oscurata realtà sotterranea del potere il sistema di prostituzione minorile e di ricatto politico edificato su ampia scala da Jeffrey Epstein e dalla sua amata adescatrice di bambine Ghislaine Maxwell. La stessa attività di adescamento e selezione a favore di Berlusconi e dei suoi eleganti smutandati – anche della minorenne Ruby Rubacuori, passata alla storia come nipote di Mubarak –, per la quale Minetti è stata condannata. D’altronde l’imprenditore Giuseppe Cipriani Jr, con ranch in Uruguay insieme a Minetti, compare più volte negli Epstein files, beneficiario anche di un non trascurabile versamento da parte di Jeffrey. E nel ranch uruguayo di Punta del Este, le inchieste in via di crescente deflagrazione indicano che Nicole solo a tratti si prendesse una pausa dal mestiere sua croce giudiziaria e delizia di potere. Da quotidiano puttan ranch, il luogo si sarebbe trasformato ben a favore di telecamere in giardino di ricevimento e soccorso dell’infanzia e dell’adolescenza più disgraziata.
Il pubblico, ripeteva spesso il Cav patron di Santa Nicole, è come un bambino di undici anni e per tale va preso e trattato. E l’alcova della prima embrionale cellula di potere seduttivo bio-politico è anche quella di uno schermo, di un display, di uno smartwatch al polso, di occhiali a realtà aumentata sulla faccia, e altri dispositivi in incessante arrivo. L’esercizio del dominio diretto sul sesso, però, resta sempre l’arma più arcaicamente e avveniristicamente funzionale alla riduzione a sé dell’umano da parte di ogni forma di potere sotto la pelle delle istituzioni e costituzioni.
di Riccardo Tavani

