Aurelio e Clo nella gogna mediatica

MENTANA – La gogna mediatica è un processo sommario privo di prove legali che si svolge tutto sul web. Si può anche non avere alcuna responsabilità di ciò per cui si viene attaccati ma questo non conta: una volta che il disprezzo collettivo è partito non c’è niente che lo possa fermare. Lo sa bene Aurelio Pasqui, un tranquillo signore di Mentana che per aver lasciato la sua cagnolina Clo sulla soglia di casa, in via Tre Novembre, tra la grata e la porta giusto il tempo di andare al bar di fronte a prendere un caffè con un amico, è finito sulla graticola social.

Clo è una cagnolina fortunata perché Aurelio è in pensione e quindi ha molto tempo libero per portarla a correre nei boschi, a fare il bagno nei laghi e nei fiumi della Sabina o a giocare con altri cani. Sta benissimo, ha il pelo lucido ed è in salute. Quando vuole guardare fuori, però, non disponendo la casa nè di balcone nè di giardino, Clo si affaccia da lì, dalla porta, tanto a proteggerla dai pericoli della strada c’è una grata di ferro che le permette anche di respirare bene ma non di uscire. 

“Ovviamente – precisa Aurelio – ciò è possibile quando la zona è in ombra, altrimenti assolutamente no”. Qualche giorno fa, però, mentre stava lì da sola per i pochi minuti necessari ad Aurelio per prendere quel caffè con l’amico, Clo è stata fotografata da un’attivista che ha considerato lo spazio in cui ha visto l’animaletto troppo angusto, non sufficiente alla sua sopravvivenza. L’allarme è subito scattato, e che allarme! La foto è stata mandata ad un noto influencer specializzato in campagne in difesa degli animali e da lì la macchina del fango è subito partita.

Aurelio Pasqui

Il povero Aurelio ci ha provato a spiegare con un post su facebook che quella foto non descriveva l’intera vita di Clo ma un breve attimo di una giornata da lui anche raccontata nel dettaglio nel suo post. Niente, le offese e gli insulti sono continuati mentre Aurelio e Clo passavano di bocca in bocca tanto che il malcapitato ha anche citato, per descrivere i danni della maldicenza, “La calunnia è un venticello” tratta dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Per calmare i toni anche Aldo Pomilia, amministratore del gruppo facebook “Sei di Mentana se” ha pubblicato un post tentando di alleggerire la pesantezza della situazione e mitigare l’odio scatenatosi contro il padrone di Clo.

Aurelio con la cagnolina

Qualcuno, vista la mal parata e avendo capito che la situazione non era quella denunciata ma molto diversa, ha riconosciuto di aver esagerato però ha raccomandato ad Aurelio “di non farlo più” come si dice ai bambini cattivi.  Scuse non ce ne sono state. Dal canto suo Aurelio, dopo un iniziale momento di stordimento per la enorme esposizione cui è stato sottoposto,  ha realizzato di essere stato vittima della gogna mediatica.

“Mi preoccupa – ha commentato saggiamente – la dimensione enorme di questo fenomeno e la violenza che può assumere anche per un nonnulla come è capitato a me e non mi tranqulizza il fatto che sia sempre esistito”. Il capro espiatorio, infatti, è da sempre quello contro il quale le comunità in crisi hanno sempre scaricato tensioni, paure e colpe collettive. “Se in  migliaia si sono scatenati contro di me – aggiunge – per un fatto che nemmeno ho commesso bisogna riflettere su quale tipo di società abbiamo costruito”.

Gloria Zarletti

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