SalinaDocFest: la luce, il caos di Trump e Putin nello sguardo di Oliver Stone

Cercando la luce, sottotitolo Autobiografia, edito in Italia nel 2020 da La nave di Teseo, è il titolo che Oliver Stone dà al racconto di una parte della sua vita e della sua carriera di regista. Il libro è anche il pre/testo per un faccia a faccia davvero ravvicinato – proprio fisicamente – tra lui e il pubblico a Santa Marina di Salina, nel giardino d’ulivi del ristorante Rapa Nui. Tra le molte opere da lui realizzati c’è anche Intervista a Vladimir Putin. Più precisamente sono una serie di intervista realizzate dal 2015 al 2017, e raccolte in un film di quattro ore, trasmesso in Italia dalla Rai in due puntate di due. Per questo gli abbiamo chiesto quale sia la dialettica d’attrazione e repulsione tra Putin e Trump. Lui guardandoci dritto in faccia da poco più di un metro ha detto di non poter rispondere, anzi, che forse è quasi impossibile rispondere. Trump cambia pensiero, opinione continuamente, imprevedibilmente, perché non lo sa neanche lui quello che pensa veramente. È un folle, ma ogni tanto gli scappa la verità. Per questo bisogna ascoltarlo sempre con molta attenzione. Neanche Putin, però, si trova in una situazione di follia e incomprensibilità molto diversa da quella di Trump, anche se lo dà meno a vedere. Stone arresta bruscamente il suo discorso e gli esce una sintesi che è anche un vertiginoso volo pindarico. Nel mondo è in atto il Caos, ossia una forza, un’energia primordiale che il pensiero greco antico ha ben intuito, enucleato, espresso. Da questa forza originaria ora in atto sul pianeta – afferma Stone – può nascere anche qualcosa di nuovo, positivo. È l’alternanza tra Philotes, Amore e Neikos, Odio, nel governo ciclico del mondo, contemplata dal Empedocle, filosofo greco della colonia siciliana di Akragas, Agrigento nel IV sec a. C.

Ma nell’arte – soprattutto – non è neanche l’alternanza, ma proprio la compresenza tra buio e luce, tra caos e ordine, senso e non senso, equilibrio è rappresentato dalle figure mitologiche di Dioniso e Apollo. L’apollineo dà forma al caotico, all’informe dionisiaco. L’uno non può fare a meno dell’altro, insieme costituiscono una polarità inscindibile. Tragedia, viene dal greco antico tragos, caprone, l’animale riottoso, imprevedibile sacro a Dioniso. E del Caos che si sta abbattendo sul mondo, economia, politica e il loro prolungamento nella guerra, nell’aggressione ambientale sono gli aspetti preminenti. Resta così soltanto l’arte che può ridare forma, senso all’informe insensatezza del delirio di potenza mondiale. E se l’antico dionisiaco era questa energia naturale, cosmica, oggi essa è soltanto, direttamente questa follia di piegare con forze sempre più letali l’essere, qualsiasi essere, stato d’essere, esistenza in ogni suo aspetto e forma.

La seconda del giornata del Fest si è dispiegata nel pomeriggio nel giardino dell’Hotel Ravesi. C’è stato l’incontro collettivo con autrici e autori dei documentari in concorso, seguito dalla proiezione dei primi tre nell’attiguo Centro Congressi di Malfa: Real, di Adele Tulli; Tineret, di Nicolò Ballante; L’occhio della gallina, di Antonietta De Lillo. Titoli di cui abbiamo già scritto e a cui rimandiamo.

Foto: Ufficio Stampa Raffaella Spizzichino e Carlo Dutto.

Riccardo Tavani

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