L’appello del mondo dello sport: “Fuori Israele dalla FIFA”
Il 14 ottobre 2025 Udine ospiterà la partita di qualificazione ai Mondiali di calcio tra Italia e Israele. In vista dell’evento, diverse realtà associative hanno lanciato un appello alla mobilitazione per denunciare la presenza della nazionale israeliana in una competizione sportiva internazionale e chiedere la sua esclusione dalla FIFA.
Secondo gli ultimi dati, infatti, a Gaza la situazione resta drammatica: oltre 59 mila persone hanno perso la vita, di cui 17.400 bambini, mentre più di 142 mila risultano ferite. Gran parte delle infrastrutture civili, compresi ospedali e abitazioni, è stata distrutta, lasciando la popolazione senza servizi essenziali. Più del 90% degli abitanti della Striscia è stato costretto a fuggire, mentre il blocco degli aiuti umanitari aggrava una crisi che, denunciano i promotori, sta trasformandosi in una carestia indotta. Anche in Cisgiordania, sottolineano le associazioni, la violenza non accenna a diminuire: villaggi incendiati, case demolite e incursioni militari sono all’ordine del giorno, con episodi documentati nei campi profughi di Tulkarem e Jenin e nelle aree di Yatta e Taybeh.
La protesta si concentra allora sulla scelta della FIGC e delle istituzioni italiane di ospitare la partita Italia-Israele a Udine. Per i promotori, si tratta di un atto di legittimazione verso uno Stato accusato di violazioni sistematiche dei diritti umani. In particolare, viene contestato il ruolo della Israel Football Association, che include nei propri campionati squadre provenienti dalle colonie israeliane in Cisgiordania, in contrasto con il diritto internazionale e con lo stesso regolamento FIFA.
Le associazioni denunciano inoltre l’uso dello sport come strumento di propaganda: alcune vittorie della nazionale israeliana sarebbero state dedicate apertamente all’esercito. Viene ricordato, inoltre, come gli stadi palestinesi siano stati distrutti o trasformati in campi per sfollati, e come centinaia di atleti, calciatori e calciatrici palestinesi abbiano perso la vita durante l’ultimo anno di conflitto. Per questo il comitato promotore chiede l’esclusione di Israele da ogni competizione sportiva internazionale, seguendo l’esempio di quanto accaduto alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Parallelamente, si invita la FIGC a rifiutarsi di disputare l’incontro, per non trasformare il calcio in uno strumento di “ripulitura d’immagine”.
La mobilitazione del 14 ottobre vuole quindi essere un momento di protesta collettiva, volto a riaffermare la solidarietà con il popolo palestinese e a denunciare quella che viene definita la complicità delle istituzioni italiane e locali.
Già lo scorso anno, in occasione della partita di Nations League tra Italia e Israele, circa tremila persone erano scese in piazza a Udine. Gli organizzatori adesso si aspettano una partecipazione ancora più numerosa, sostenuti anche dalla campagna internazionale “Show Israel the Red Card”, che promuove l’estromissione di Israele dalle competizioni sportive. “Fuori Israele dalla FIFA, fuori il sionismo dagli stadi”, scrivono i promotori, ribadendo che la partita di ottobre non sarà soltanto un evento sportivo, ma un banco di prova per chi sceglierà di restare indifferente o di schierarsi.
Lamberto Rinaldi

