Europa vassalla abbandonata e sola

Trump ha lanciato una sfida letale all’Europa: indebolirla economicamente e umiliarla politicamente. Così si smascherano tutte le ipocrisie su cui si è retta l’alleanza atlantista post-1989. Su il Fatto Quotidiano del 14 dicembre ’25, l’economista Loretta Napoleoni spiega che l’Europa vassalla degli USA ora non sa cosa fare: ma la tragedia non è il disprezzo di Trump, ma l’incapacità d’azione.

La politica estera di Trump rovescia le alleanze, spariglia le carte e rende orfana l’Europa, incapace di reagire ed assumere un ruolo indipendente sulle politiche economiche e finanziarie, ma anche sulla guerra in Ucraina e su Gaza.

Trump con la sua Strategia di Sicurezza Nazionale, critica ferocemente l’Europa, che ancora non si accorge di essere stata abbandonata al proprio destino dal suo alleato-liberatore. Tutto cambia in un giorno. Fine delle alleanze storiche e inizio di una nuova fase americana che vuole dividere e indebolire l’Europa.

“Ma questa volta, il cambiamento non è una semplice sterzata di politica estera. È un terremoto epocale, una trasformazione a 360 gradi che lascia l’Europa, abituata a ricevere ordini, nella posizione tragicomica di non sapere cosa fare quando l’ordine è: Pensate con la vostra testa”. Così scrive Loretta Napoleoni sottolineando che  il disorientamento europeo  è il fallimento strategico di di proporzioni storiche. L’Europa con l’Italia in prima fila “ha fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia a colpi di invii di armi e di spese militari, confondendo la solidarietà con la strategia, trasformando il sostegno a Kiev in una gigantesca scommessa bellica senza via d’uscita, svuotando arsenali e bilanci senza un piano politico”.

Fine del vassallaggio politico dell’Europa che ancora non capisce di essere rimasta sola e di dover pensare da sola ai sui problemi interni ed internazionali, riconsiderando le scelte non solo sui dazi, ma anche sulle politiche di accoglienza e integrazione, utilizzando la democrazia come arma di sviluppo della pace e delle proprie economie. La strategia del vassallo Europa, sulla vittoria di Kiev, smontata di getto da Trump, si ritrova “come un pilota che ha bruciato carburante seguendo indicazioni di una torre di controllo che gli dice, trovati un altro aeroporto, noi siamo chiusi”. L’Europa che corre al riarmo, che vuole continuare la guerra, paga un conto salatissimo togliendo risorse alle vere emergenze nazionali: sanità, lavoro, salari,, cioè stato sociale, smantellato pezzo pezzo per fare una guerra persa, insostenibile e distruttiva, che poteva essere evitata da una Europa indipendente e non vassalla.

di Claudio Caldarelli

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