Leone XIV: evitiamo lo shopping dopante
Per i poveri Natale non viene mai. Per loro è sempre un giorno come un altro. Si ha fame, si ha freddo, non c’è il panettone e non c’è il cenone. Per le famiglie povere, che sono i tre quarti della popolazione mondiale, in Italia quasi sei milioni secondo l’Istat, non ci sono i soldi per arrivare a fine mese. Non ci sono soldi per comprare il regalo ai figli. I bambini delle famiglie povere non ricevono giochi o giocattoli il giorno di Natale, ma neanche il giorno dell’Epifania.
Papa Leone XIV pochi giorni fa ha scritto: “A Natale evitiamo lo shopping dopante, invitiamo un povero alla cena”. Prevost suggerisce ai fedeli di aprire le loro case agli ultimi in occasione delle festività. Nel suo primo Natale da pontefice, Papa Leone XIV esorta a vivere il Natale come tempo di sobrietà e di carità concreta. Il Papa consiglia di dire no a quegli acquisti che “non sono veramente orientati alla ricerca del vero e del bello ma sono solo strumentali alle nostre voglie” e suggerisce di “aprire le nostre abitazioni per accogliere la povertà”.
Così, mentre qui in Occidente, il Natale dei consumi dopanti e degli sprechi prende la rincorsa folle che riempie gli occhi ma non l’anima, a Gaza i bambini muoiono di freddo e di fame. In tante altre parti del mondo, i bambini muoiono di freddo e fame. Ma l’avidità è l’egoismo hanno il sopravvento sul sentirsi umani, e non è una questione di religione o fede, l’avidità crea disuguaglianza e povertà.
Lo ripeteva Papa Francesco e lo ribadisce Papa LeoneXIV, basta con la guerra, basta con la fame, basta con la povertà. Ogni essere umano, dice il Papa, necessità di una casa, di un lavoro, di cure mediche e di scuole. Eppure sono cose che mancano ai tre quarti della umanità.
Nel mondo ci sono pochissime persone super ricche, che detengono la maggior parte della ricchezza del globo: centinaia di miliardi di dollari. A differenza delle generazioni passate, dove la ricchezza creava lo stesso disuguaglianza, ma nel corso di decenni, l’economia guidata dalla tecnologia ha permesso ad alcuni di accumulare grandi ricchezze in pochi anni, allargando ulteriormente la forbice con la povertà.
Nella esortazione apostolica “Dilexi Te” sull’amore verso i poveri, Leone XIV scrive: “L’illusione di una felicità basata sulla ricchezza e sul successo ad ogni costo alimenta una cultura che scarta gli,altri, indifferente alla morte per fame o condizioni di vita indegne. La povertà, maggioritariamente, non è accidentale, né una scelta come sottintende quella falsa visione della meritocrazia dove sembra che abbiamo meriti solo quelli che hanno avuto successo nella vita….i cristiani non possono considerare i poveri come un problema sociale, ma come una questione familiare, essi sono dei nostri…la cura dei bisognosi è una costante nella vita della Chiesa”.
La nostra missione dice il Papa è nell’impegno…per l’educazione dei poveri, così come l’accompagnamento ai migranti e agli ultimi che essi fossero, malati, carcerati o schiavi.
di Claudio Caldarelli

