Naufragio di Natale

La vigilia di Natale, l’attesa dal Salvatore, la nascita di Gesù, il giorno più atteso dell’anno, nel Mediterraneo muoiono affogate 116 persone, anzi 116 sorelle e fratelli. Al largo della Libia si consuma l’ennesima tragedia. Donne, uomini, bambini, affondano nelle acque gelide, inghiottiti tra l’indifferenza di governi troppo presi a preparare la guerra.

“Con che coraggio possiamo difendere i confini prima che difendere le persone? Perché non allarghiamo il presidio in mare per salvare le persone, con una collaborazione tra Europa e società civile? Sono domande che in queste ore sono insanguinate dalla morte di uomini, donne, bambini, che ipotecano il nostro futuro, il futuro della Democrazia”. Così monsignor Giancarlo Perego, presidente della Commissione CEI che si occupa di immigrati, nonché presidente della fondazione Migrantes, sferza le coscienze davanti all’ultima tragedia del mare. Una tragedia avvenuta nel silenzio il giorno della vigilia di Natale.

“Ancora un naufragio, alla vigilia di Natale. La storia della famiglia di Nazareth non accolta, costretta a fuggire in Egitto per sfuggire alle violenze di Erode si ripete nel cammino di milioni di persone profughe e rifugiate. Per questo, contrariamente alla famiglia di Nazareth, dice monsignor Perego, l’esito non è la salvezza, ma la violenza prima nei campi libici e poi la morte nel Mediterraneo”.

Il presidente di Migrantes non usa mezze parole per sottolineare l’indifferenza dei governi “I 116 morti al largo della Libia in queste ore si aggiungono ai 1.700 morti di quest’anno nel Mediterraneo. Con che coraggio possiamo difendere i confini prima delle persone?”

Sono morti, scrive Avvenire, nel tentativo di raggiungere l’Europa, nell’indifferenza generale. Morti per un allarme caduto nel vuoto. Per una ricerca e un soccorso partiti troppo tardi. Sono morti così 116 migranti alla vigilia di Natale. Un solo superstite. L’ennesimo naufragio ancora più drammatico perché si sarebbe potuto evitare.

“La violenza alle frontiere non si ferma a Natale. Se le frontiere fossero aperte, queste persone probabilmente non sarebbero mai state costrette ad attraversare il Mediterraneo. Chiediamo risposte! Tutto ciò che vogliamo per Natale sono le frontiere aperte” così la ONG tedesca Sea Watch dopo la notizia del terribile naufragio.

di Claudio Caldarelli

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