Eros e Thanatos

Metamorfosi kafkiana. Alchimia di trasformazione. La mantide religiosa incarna la coincidenza di Eros e Thanatos, di vita e morte nell’unione degli opposti. Così la mantide religiosa che ti guarda, dipinta di Francesca Aristei, di cui assume il volto e lo sguardo. Un fenomeno affascinante, dovuto alla sua straordinaria capacità di ruotare la testa di 180 gradi, e ai grandi occhi composti che creano l’illusione di un contatto visivo. Uno sguardo ipnotico, ammaliante, totale, in grado di rapire chiunque ammiri il quadro, esposto per l’occasione, nella mostra “Mangiando con l’Arte” nel ristorante di Laura Mencarelli “I Primi della Classe” a Fiano Romano. Una mostra curata da Antonio Vastano, la sua Associazione Ritrov’Arte ed altri artisti.

La mantide di Francesca Aristei, molto curata nei particolari, nelle linee e negli incastri anatomici, della donna e dell’ insetto, mette in risalto, con un ottimo gioco di chiaroscuri. La fattezza delle spalle, la leggera quasi tesa curvatura, che inizia dal corpetto per poi salire, con una linea continua fino alla base del collo, insinuandosi nella crocchia dei capelli. La somiglianza della pittrice, il volto, il naso, gli occhi, esprimono un dualismo, inconsapevolmente consapevole, tanto da non sciogliere il dubbio, di chi ammira il disegno, se l’atto di cannibalismo sia stato consumato.

Ma Francesca Aristei ci dice molto di più di quanto sembri a prima vista. Il damascato, nel corpo della mantide, è una forma di estetica umanizzazione delle nostre vanità. Così piacevoli da metterle in mostra in tutta la loro aristocratica bellezza. Una bellezza che ci fa dire “…che stanotte non ho paura della morte, il tempo si è dilatato, passeranno secoli prima di andare a dormire, ho tempo per unirmi a te, per fare acrobazie nel tuo respiro…siamo due purezze, una dentro l’altra. Il nostro prossimo abbraccio, porterà gli dei che non si vedono più, lì dentro. Lì vedrò nei tuoi occhi, li sentirai quando entrerò dentro di te con un respiro fitto e aperto”. In compimento di ciò che la natura vuole, Eros e Thanatos rigenerano la vita in quella luce, il quel chiaroscuro che si accende sul grembo, tra il corpetto e la piega della veste. Svelando, forse, quanto Francesca Aristei voleva esprimere con il suo essere metta donna metà mantide.

di Claudio Caldarelli

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