Lo stato dei diritti in Italia
Scrive l’associazione A buon diritto “È uscito da pochi giorni il nuovo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, frutto di un monitoraggio in corso da dieci anni…la fotografia proposta è impietosa già nei numeri. In carcere ci sono 63.868 persone detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 139,5% e 79 suicidi nel solo 2025 e ciò rinvia, all’evidenza, a una condizione “ordinaria” e non “eccezionale” che osta a ogni tentativo di umanizzazione della pena. Non meno deprimente la situazione nel Paese. Basti ricordare che curarsi diventa sempre più un lusso (quasi una persona su dieci ci rinuncia, per le difficoltà di accesso alle strutture pubbliche e le liste di attesa): che nel 2025 ci sono stati bel 99 femminicidi, propiziati anche dal ridotto numero delle denunce per violenze e maltrattamenti, determinato dalla scarsa fiducia nelle istuzioni; che l’Italia per quanto riguarda la libertà di informazione, scivola al 49° posto nella classifica globale…”
Senza tralasciare che nel 2025 in Italia ci sono stati 1.093 morti sul lavoro, una vera strage di innocenti. Nella prima settimana di gennaio ci sono stati 5 morti sul lavoro. Ogni giorno, comprese le domeniche, perdono la vita circa 4 lavoratori. Una strage continua, impietosa che cancella il diritto al lavoro sostituendolo con la “morte che calpesta il diritto alla vita”.
I dati che fornisce l’Istat sul diritto alla cure sanitarie, sono drammatici. Nel 2024 circa 5,8 milioni di Italiani hanno rinunciato a curarsi, pari al 9,9% della popolazione, contro i 4,5 milioni del 2023. Ogni anno aumentano le famiglie in povertà che rinunciano alle cure mediche per incapacità di pagarle, non avendo possibilità di accedere al servizio sanitario pubblico.
Poi ci sono i decreti sicurezza, i limiti alla stampa e tanto altro ancora “in un contesto in cui il dissenso è sempre più contrastato e cresce, a livello normativo e nella prassi la repressione”.
di Claudio Caldarelli

